
E’ senza fine l’odissea del Golfo del Messico.
Un’area che fino ad alcuni mesi fa era completamente al di fuori degli interessi dei media, dal 20 aprile si trova con i riflettori puntati sopra a seguito del disastro ecologico causato dalla piattaforma della BP.
Un nuovo incidente si è verificato in quell’area, lo scorso 27 luglio per sconvolgere ulteriormente l’ormai definitivamente compromesso ecosistema locale.
A Baratria Bay, che si trova nell’immediato entroterra del Golfo del Messico, una chiatta che trainava un’imbarcazione ha urtato accidentalmente contro un pozzo abbandonato, determinando l’uscita di un getto di petrolio e metano che si alza all’incirca per una trentina di metri.
Ai danni incalcolabili provocati in Louisiana dalla falla nel pozzo della compagnia britannica, che per ora sembra aver arrestato la fuoriuscita di petrolio, anche se è troppo presto per cantare vittoria definitivamente, si aggiungono ora quelli causati da questo nuovo incidente, di proporzioni però ancora ignote.
Le stesse autorità americane non conoscono l’esatta entità dei danni, nè la profondità alla quale il pozzo sia stato danneggiato.
Si affrettano però a minimizzare l’episodio, senza riuscire a stabilire quando la falla potrà essere richiusa.
Intanto la Guardia Costira statunitense ha circondato l’area con barriere galleggianti, per impedire l’allargamento della chiazza di petrolio.
Il pozzo era di proprietà della società Cedyco e si trova in stato di abbandono dal 2008.





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