Un complicato modello matematico, alimentato dai dati forniti da centinaia di stazioni meteorologiche di Stati Uniti, Asia, Africa Europa e Sud America, ha permesso a 3 ricercatori di Harvard, Xi-Lu, Michael McElroy e Juha Kiviluoma di calcolare in 3,4 miliardi di MW il potenziale complessivo dei venti che soffiano sul nostro pianeta: circa 22 volte il consumo mondiale di elettricità. Ma è possibile imbrigliare tutta questa energia eolica e metterla al servizio dell’uomo e delle sue lampadine?
I tre scienziati affermano di sì, attraverso la realizzazione di una rete mondiale di turbine eoliche collocate in zone specifiche, ovvero lontane da città, foreste, ghiacci polari e mari più profondi di 200 metri.
Pensate che secondo lo studio di Harvard se questi impiassi lavorassero anche solo al 20% della loro potenza massima produrrebbero una quantità di energia elettrica pari a 16 volte l’attuale consumo mondiale. E permetterebbero un risparmio energetico pari a 467 milioni di tonnellate di co2 (solo in Italia).
Non solo: la maggior quantità di energia elettrica disponibile farebbe sicuramente scendere il costo unitario di ogni singolo Kilowatt, aprendo così nuove prospettive ad altre tecnologie verdi, per esempio quella dell’auto elettrica. I surplus di corrente prodotta, invece che andare perduti, potrebbe essere immagazzinati nelle batterie dei veicoli plug-in. Fonte: focus.it





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