
Riportiamo un articolo di Chicco Testa tratto da "Il Riformista", che abbiamo pensato di condividere con voi lettori perchè ci è sembrato un importante punto di riflessione. Punto di partenza: il 29 Novembre è iniziata a Cancun la conferenza sul clima, passo successivo alla conferenza di Copenhagen di Dicembre 2009. Evento che non ha avuto alcuna risonanza mediatica. Chicco Testa prova a riflettere sul perchè.
"Se persino Repubblica ieri non parlava del vertice di Cancun, l’appuntamento che fa seguito a quello dell’anno scorso a Copenaghen dove si doveva (e si dovrebbe oggi) trovare un accordo per fare fronte ai problemi del riscaldamento del pianeta; ed in compenso dedica un articolo all’autocritica di Al Gore che confessa di avere cambiato idea sui biocombustibili e di averli sostenuti solo per far contenti i gli agricoltori suoi elettori, vuol veramente dire che il mondo in un anno si capovolto.
Cosa è successo, in un anno, per rendere Cancun un appuntamento di routine, disertato dai grandi leader mondiali , a cominciare dai premier americano e cinese? Perché l’effetto serra non sta più al top delle agende internazionali? Per tre motivi.
Primo. E’ cambiata l’agenda. Crisi economica e disoccupazione dominano le preoccupazioni di chi governa, perfettamente consapevole che è difficile imporre sacrifici economici a chi ha del futuro una percezione molto chiara: come trovare un posto di lavoro, come evitare di perderlo, come impedire di vedere i propri risparmi andare in fumo. A cominciare da Obama, che memore dell’insegnamento clintoniano ( It’s economy, stupid ) ha capito che se nei prossimi due anni l’economia americana non si risolleva la Casa Bianca tornerà in mani repubblicane. Quindi : indietro a tutta forza verso l’economia reale.
Secondo. La crisi economica ha fatto contenti i teorici della decrescita. Da solo ha ridotto nel mondo occidentale le emissioni di CO2 di percentuali inimmaginabili, se non a prezzo di costosissime misure. Quindi ci si può dedicare tranquillamente a farle ri - aumentare con un po’ di desiderabile crescita economica e poi ci si penserà, perché solo un mondo ricco e tranquillo ha la testa per occuparsene.





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