
Ambiente e natura. Un detto piuttosto conosciuto sottolinea come la scomparsa delle api dal pianeta indichi il prossimo avvicinarsi della fine del mondo. Evitando inutili ed allarmistici catastrofismi, resta la necessità di prendere atto di una situazione molto grave: le api continuano a diminuire, muoiono, ed il loro numero è in preoccupante calo.
A cosa è dovuto questo fenomeno? Purtroppo dobbiamo attribuirci la responsabilità: l’azione dell’uomo, con l’uso dei pesticidi e l’intervento, spesso anche pesante sui paesaggi che costituiscono l’habitat naturale di questi insetti, è la causa scatenante della loro moria.
Quali sono in particolare le sostanze letali per le api? I principali responsabili sono i pesticidi neonicotinoidi, utilizzati per difendere dai parassiti il grano, le barbabietole da zucchero, la soia.
In Europa è stato vietato per legge l’uso di pesticidi neonicotinoidi e questo ha permesso un arresto del fenomeno della moria delle api: il fenomeno persiste, in modo grave, negli Stati Uniti.
Secondo quanto dichiara Legambiente in un comunicato “L’approccio che privilegia l’intervento chimico, con uso di concia delle sementi con i neonicotinoidi ha dato prova d’essere assolutamente inappropriato e incapace di contenere le popolazioni del coleottero nord americano. Per combatterlo basta cambiare periodicamente coltivazione con la rotazione colturale, che non richiede alcun uso d’insetticidi e di seme conciato” .
Le conseguenze della drastica riduzione del numero delle api sono allarmanti, sia per l’ambiente che per la catena alimentare. Questi insetti, infatti, il cui numero totale è oggi pari al 4% di quello di alcuni anni fa, non si limitano a produrre nettare e miele, ma impollinano il 90% delle piante. E’ urgente dunque un intervento responsabile per arrestare la scomparsa di questi preziosi insetti. Il movimento Avaaz propone la firma di una petizione per bloccare l’uso dei pesticidi letali.
Francesca Di Giorgio





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