Ormai è realtà il Decreto Romani approvato il 3 Marzo in Consiglio dei Ministri, così come le sue lacune e l’incertezza in cui lascia gli operatori del settore Rinnovabili.
Ma quali saranno in sostanza, le novità e i punti più critici? E quali le prossime mosse del Governo?
Il Decreto, così come è stato approvato, sarà valido fino al 31 Maggio: nuovi parametri saranno poi stabiliti con decorrenza da Giugno.
E qui il primo scoglio: da oggi fino a Giugno, tutto il settore che gravita intorno alle Rinnovabili si troverà in una situazione di stallo, insomma navigheremo a vista, senza poter prender prenderci nuovi rischi o intraprendere ulteriori investimenti.
Inoltre, da ciò che emerge dal Decreto Romani, i nuovi parametri che si andranno a stabilire saranno sostanzialmente rivisti al ribasso, e verranno fissati tetti annuali alla potenza incentivabile. E’ proprio l'introduzione di tetti annuali a mettere a freno gli investimenti; e si sa, senza investimenti questa neonata green economy rischia di venire stroncata sul nascere.
Tra le novità più criticate vi sono poi tagli alla realizzazione di impianti su terreni agricoli: non si potrà produrre più di 1 MW di energia fotovoltaica, e senza sforare il tetto massimo del 10% del terreno coltivabile per ciò che riguarda gli impianti.
Resta infine il problema dei forti tagli sull'eolico e del congelamento a fine maggio del "conto energia" per il solare varato appena il 6 agosto scorso.
Ovviamente né noi né l'intero settore staremo a guardare: il decreto è un affondo sulle rinnovabili, a favore del nucleare fortemente voluto dal Governo, e tutto ciò senza valutare la natura incostituzionale del Decreto.
Ma come reagisce dunque il Governo a questi timori? come prima mossa Paolo Romani, su sollecitazione della Prestigiacomo, convocherà nei prossimi giorni gli operatori del settore per discutere dei prossimi sviluppi: ora gli occhi sono tutti puntati sul Decreto Attuativo che, entro fine aprile, dovrà dare operatività al decreto, ma restano forti dubbi sui criteri con cui ciò verrà fatto: è di per sè indicativo il solo fatto che dal Decreto Rinnovabili emergono diversi elementi in contrasto con la nostra Costituzione.
Non smettiamo quindi di chiedere maggiore chiarezza ed elementi certi su cui sviluppare l’unico settore che ha saputo emergere dalla crisi e dare lavoro a più di 20.000 persone.
Maria Amatulli






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