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No al cambio dell'armadio,per questa stagione solo Dress crossing, eGo e Swap Party!

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Dress crossing, eGo e Swap Party: tre nuovi modi per rinnovare il nostro armadio e riciclare vestiti che non portiamo più. Per quest'inverno diciamo addio al noioso e faticoso cambio dell'armadio e diciamo sì alla moda ecologica!

C'è chi con il primo freddo lo fa subito chi piano piano e chi si riduce all'ultimo e impiega un intero weekend a rivoluzionare l'armadio. Il cambio dell'armadio diventa l'incubo di inizio stagione e ogni anno non troviamo più la sciarpa preferita ma come per magia ricompare un vecchio maglione assolutamente immettibile! L'armadio quattro stagioni pieno zeppo di vestiti potrebbe passare di moda e il cambio vestiti ad inizio stagione potrebbe essere un vecchio ricordo. Vi chiedete come? Ecco le possibili soluzioni green per le eco-fashioniste stanche di scatole e sacchetti sottovuoto per acquistare spazio in armadi che non respirano più!

Dress Crossing

Se siete imperdonabili fashion victims e tendete a riempirvi l'armadio senza ritegno questa tendenza potrebbe fare al caso vostro. Basterà trovare qualche amica con gusti e taglie simili e formare un gruppo d'acquisto e comprare, con una cassa comune, ciò che desiderate senza finire sul lastrico e con la possibilità di far girare gli acquisti fra i membri del gruppo. Un trucco per una buona riuscita potrà essere quello di investire su abiti e accessori che si trasformeranno in classici, così da poterli indossare anche l'anno seguente. Pioniere del fenomeno Dress Crossing sono quattro amiche londinesi fra i 23 e 26 anni che hanno fondato questo particolare gruppo d'acquisto: una sorta di cooperativa dello stile. Unico incoveniente? Gli accapigliamenti che potrebbero scaturire dalla voglia di indossare un oggetto da due componenti del gruppo. Beh, in questo caso, cercate di stabilire turni e priorità!

Swap Party

Una vera e propria festa del baratto dei vestiti a costo zero. Basta mettere insieme un nutrito gruppo di donne, amiche e conoscenti, pronte a portare abiti e accessori, e lo swap party è fatto! In queste feste è possibile svuotare il nostro armadio e allo stesso tempo rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro, trovando ciò che soddisfa i nostri gusti davanti ad un aperitivo o un caffè.
Un momento di incontro e condivisione da organizzare nei minimi particolari, con l'aiuto della nostra eco-guida su come organizzare uno swap party: seguitela passo passo per una serata di shopping casalingo senza il borsellino!
Se invece non avete voglia di vedere donne accanite alla ricerca dell'abito perfetto o la pigrizia prende il sopravvento è possibile fare swapping anche online. L'idea nata oltreoceano è sbarcata anche in Italia con grande successo: ne avevamo già parlato tempo fa' a proposito del grande Swap Party a Bologna e con l'apertura della prima swap boutique (via Asti 17, di fianco al Teatro Nazionale a Milano) dedicata al baratto di abiti, accessori moda, bijoux e oggetti di design.

 

eGo

(Ecologico Guardaroba Organizzato). Un atelier di condivisione per tutte quelle donne che per esigenze di lavoro devono apparire sempre al meglio o semplicemente per quelle che ogni giorno vogliono cambiare.
L'atelier, nato dalla mente di Vittoria Bono, mette a disposizione di tutte le proprie iscritte 365 abiti l’anno al prezzo di 86 euro al mese cui vanno ad aggiungersi 89 euro di iscrizione annuale.
Due collezioni annuali (autunno/inverno e primavera/estate) ciascuna costituita da otto stili per tutti i gusti (etnico, classico, diva, dandy, casual, romantico, sport e tecnico) e tutte le taglie (dalla 40 alla 48).
Il servizio funziona così: le iscritte prendono visione delle collezioni e scelgono 14 modelli da ognuna, i quali vengono realizzati ed entrano a far parte del grande guardaroba eGo->. Quindi, una volta a settimana si recano in atelier a scegliere i capi che preferiscono (uno al giorno) e dopo essersi tolte tutti gli sfizi li restituiscono sette giorni dopo ben custoditi dentro ad un’apposita busta per gli abiti usati, ritirando allo stesso tempo gli abiti che indosseranno la settimana successiva. Il tutto senza passare dalla lavanderia, ci penseranno poi in atelier a farli lavare e stirare perchè vengano scelti e riutilizzati da altre donne. Comodo, no?

Sonia Scommegna


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