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Dossier-Copenaghen:ecco come cambierà il futuro del mondo (seconda parte)

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Per leggere la prima parte del dossier clicca qui.

Dopo i tentennamenti che negli anni hanno caratterizzato il protocollo di Kyoto dovuti soprattutto alle grandi nazioni come Usa e Russia, la Comunità Europea potrebbe assumere ora un ruolo guida per un prossimo accordo internazionale.
Le intenzioni di prendere la leadership ci sono tutte, tanto che la Commissione Europea ha redatto un documento con le sue intenzioni indirizzato al Consiglio in cui illustra l’importanza innanzi tutto di un piano di “finanza climatica” che possa garantire un futuro concreto agli impegni di Copenaghen (si parla di circa 100 miliardi di euro da qui al 2020).
Vero è che la nuova linea statunitense del presidente Obama dovrebbe garantire un atteggiamento diverso rispetto al passato, ma le economie emergenti (Cina e India su tutti) potrebbero porsi in evidente contrasto con i nuovi impegni: il ruolo dell’Unione Europea potrebbe servire da buon esempio. Si tratta di un impegno economico notevole, che però non dovrebbe gravare sui singoli paesi, coinvolgendo anche investitori privati, ad esempio su energia da fonti rinnovabili.
Alcuni fondi potrebbero venire anche dalla vendita delle quote sul controverso mercato delle emissioni, grazie a cui aziende e stati invece che ridurre effettivamente le loro emissioni possono comprare il diritto ad inquinare. Una metodologia questa assurda e molto contestata proprio per la possibilità data a chi può permetterselo economicamente di continuare a produrre CO2 a piacimento non intervenendo minimamente sulla produzione delle emissioni.
In ogni caso, la cosa più importante è che l’Europa dia per assodato il fatto che ciascuno stato membro sia d’accordo sulla necessità di porsi come esempio da seguire nella riduzione dei gas serra. Vedremo se la promessa verrà mantenuta e se sarà chiaro a tutti che fare qualcosa per il pianeta vorrà dire rinunciare a qualcosa sull’immediato in termini di economia e industria, ma con un futuro garantito per tutti.

La COP15 di Copenaghen sarà un evento totalmente coperto da un punto di vista mediatico. Anche Google è coinvolto dall’organizzazione danese e tramite Google Earth sarà possibile visualizzare una serie di layer che porteranno virtualmente in giro per il pianeta ad osservare direttamente gli effetti già visibili del cambiamento climatico, ma anche proiezioni su quanto potrà accadere e le possibili soluzioni da adottare.
Un video già disponibile su Youtube con la voce narrante di Al Gore illustra, partendo dai dati dell’IPCC, i cambiamenti della temperatura e del clima che potranno avvenire sul pianeta durante questo secolo.
Sempre su YouTube ci sarà un canale dedicato all’evento, con la possibilità di interagire, postare video, commenti e domande da porre alla COP15. I video potranno essere votati e i più significativi verranno proiettati a Copenaghen e saranno oggetto di discussione nel corso di un dibattito televisivo trasmesso in tutto il mondo da CNN e YouTube, il prossimo 15 dicembre. In palio pere gli utenti ci sono anche due viaggi a Copenhagen per assistere al dibattito.

In tutto ciò deve rimanere sempre e comunque la consapevolezza del fatto che non si può aspettare solo le decisioni prese a livello politico globale. È ciascuno di noi che può e deve fare la sua parte per contribuire a ridurre la febbre del pianeta. C’è bisogno di azioni concrete da parte dei singoli cittadini: dalla raccolta differenziata al risparmio energetico, da scelte di mobilità sostenibile ad acquisti consapevoli. Un nuovo stile di vita con cui davvero rispettare la nostra Terra.

Giacomo Magatti

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