Decreto Romani sulle rinnovabili: ecco cosa cambia

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pannelli solari, fotovoltaico

Vogliamo tornare sul Decreto Romani per darvi un quadro d'insieme sulle energie rinnovabili in questo momento.
L'approvazione del decreto legislativo n. 28/2011, di attuazione della Direttiva 2009/28/CE, relativa alla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, ha suscitato forti polemiche tra gli operatori del settore.
L'intento del Governo può essere riassunto dalle considerazioni enunciate dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo all'indomani dell'approvazione del decreto Romani: "Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri"- dice la responsabile del dicastero- "punta a dare stabilità e "moralità” a un settore chiave per l’energia del futuro. Non è stato fissato alcun tetto, a 8000 mila megawatt, per le installazioni di solare, che avrebbe rischiato di bloccare lo sviluppo del comparto, e al contempo si è adottata una strategia per contenere i costi sulla bolletta energetica e per intensificare i controlli contro le truffe e le frodi"; oppure da quanto affermato dal Ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani in una recente intervista "Bisogna interrompere un meccanismo di incentivazione dell'energia rinnovabile che è costato 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010 agli italiani in cambio del 4,5% di energia prodotta".

Quali sono le novità introdotte dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo scorso?
Rispetto alla bozza iniziale, nel provvedimento approvato dal governo non compare la temuta soglia di 8.000 MW di potenza installata quale limite massimo all'incentivazione dell'energia del sole.
L'attuale sistema di incentivi, previsto dal "Terzo conto energia", sarà valido fino al prossimo 31 maggio e, successivamente, entrerà  in vigore un nuovo sistema di incentivi al fotovoltaico che verrà approvato dal Ministro dello Sviluppo economico con il parere del Ministro dell'Ambiente, sentita la Conferenza Stato Regioni, entro il mese di Aprile.
Nella predisposizione del nuovo decreto, si dovrà necessariamente tener presente i principi generali già indicati dal decreto legislativo n. 28/2011 che possono riassumersi in "un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti". Tali tariffe andranno inoltre stabilite "tenuto conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e degli incentivi applicati negli Stati membri dell'Unione europea"e differenziate"sulla base della natura dell'area di sedime''.
Altra novità introdotta dal governo riguarda gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra su terreni agricoli. Su tali terreni, l'accesso agli incentivi statali sarà consentito a condizione che la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1 MW e non risulti destinato all'installazione degli impianti più del 10% della superfice del terreno agricolo nella disponibilità del proponenete. Tale soluzione era stata caldeggiata dall’ex Ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan con l'intento di proteggiere i campi dall'invasione dei pannelli.
Per quanto concerne l'eolico, biomasse ed idroelettrico, il decreto Romani,approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede il taglio retroattivo degli incentivi a tutte queste fonti di energia rinnovabile (attraverso il meccanismo dei certificati verdi) che viene fissato in un 22%, anzichè del 30% come era previsto nella bozza originaria.
L'ultima novità prevista nel decreto riguarda il settore edilizio. Entro l'anno 2017 i nuovi edifici e quelli oggetto di ristrutturazione, dovranno usare per l'acqua sanitaria, riscaldamento ed impianti di raffreddamento almeno il 50% di energia rinnovabile.
Nello specifico vengono indicati i diversi passaggi che porteranno all'obbligo del 50% entro il 2017:
-per i progetti presentati dal 31.05.2012 al 31.12.2013 l'obbligo è del 20%;
-per i progetti presentati dal 01.01.2014 al 31.12.2016 l'obbligo è del 35%;
-per i progetti presentati dal 01.01.1017 l'obbligo è del 50%.
La sanzione prevista in caso di mancato rispetto di tali obblighi, sarà il diniego al rilascio del titolo edilizio.

Tra le principali critiche al decreto Romani vi sono quelle riportate dal segretario di Assosolare F. Marchini, la quale ha evidenziato come “Il decreto legislativo sulle rinnovabili, così come approvato dal Consiglio dei Ministri, limitando l’applicazione del regime di incentivi agli impianti connessi entro fine maggio e prevedendo poi un cambio da giugno, è per tutto il settore un risultato persino peggiore di quello ventilato negli ultimi giorni". "E’ evidente -prosegue la Marchini- che non è stato tenuto conto delle esigenze di settore. Tenere gli incentivi del Conto Energia solo fino al 31 maggio senza un periodo “cuscinetto” compromette da subito gli investimenti in corso, perché determina il congelamento immediato dei finanziamenti bancari, di fatto fermando i cantieri degli impianti in costruzione".  Tra le principali conseguenze della mancanza di certezze e sul vuoto normativo creato dal provvedimento del governo, la rappresentante di Assosolare indica il pericolo di fuga per molti investitori esteri e la conseguente perdita di molti posti di lavoro.
Soprattutto questo ultimo aspetto dovrà essere tenuto in considerazione dal Ministro Romani, e dagli altri organi competenti, all’atto dell’approvazione del nuovo Conto Energia. Si ricorda qui che sono circa 120.000 i lavoratori impegnati in Italia nel settore delle fonti rinnovabili e ben 20.000 posti di lavoro sono stati creati solo nel 2010 nel settore della green economy. Tale settore solo nel 2010, ha registrato nel nostro paese un giro d’affari pari a 13,9 miliardi di euro tra finanziamenti ed investimenti, ed è stato l’unico settore che non ha risentito della crisi economica con giro d’affari nel mondo pari a 243 miliardi di dollari (+30% rispetto all’anno precedente).

Tiziano De Santis