
A volte, come diceva qualche saggio importante il cui nome mi sfugge, è più importante imparare a farsi le domande giuste, anziché cercare a tutti costi risposte elargite da qualcun altro. Una delle conseguenze della comunicazione in rete è che spesso c'è overdose d'informazione, purtroppo non sempre la qualità è regola e la perenne cacofonia di sottofondo rischia di banalizzare anche i contenuti importanti e significativi.
Forse un confronto tra idee che sostengono con animo sfegatato tesi contrapposte, più che spingerci a comprare una maglietta con un bello slogan, potrebbe condurci a fare a noi stessi qualche domandina interessante. Per esempio, cominciando dalla mobilità sostenibile:
Michael A. afferma che tra qualche anno si esauriranno i combustibili fossili, o almeno quelli che riusciamo a sfruttare con la nostra tecnologia; perciò bisogna passare alle energie rinnovabili. Invece George B. (nome scelto a caso), annuncia la sua fede nella tecnologia e la sua fiducia negli ingegneri, i quali inventeranno qualcosa di rivoluzionario per riuscire a scavare più a fondo nella crosta terrestre. Così approfitteremo di ogni goccia di combustibile, anche a enormi profondità. Il problema quindi per ora non si pone e si rimanda alle future generazioni.
Ragionamenti ineccepibili (soprattutto il secondo), ma una domanda viene quasi spontanea, almeno a me: qual è la marca della tua automobile? Se qualcuno risponde -nessuna, io vado in bici-, tanto di cappello, ma se, come immagino, la risposta sarà Hord, Fionda, ecc, credo che valga la pena fare qualche altra domanda.
Il tuo lavoro dista più di sei chilometri dalla tua abitazione? Se la risposta è “si” ti salvi, ma se cosi non fosse sappi che sotto i sei chilometri il veicolo più economico, intelligente ed efficace è la bicicletta. Abiti in salita? Allora per salvarti l'anima mi devi anche dire che hai tre figli in età scolare e una suocera malata, quindi devi accompagnare i pargoli a scuola, il tuo (o la tua) partner al lavoro e la povera nonna dal dottore ogni volta che si sente male.
Purtroppo la macchina non è solo un mezzo di trasporto, è anche un potente status symbol. La cultura del trasporto pubblico è tutt'altro che diffusa e i ciclisti vengono spesso visti come una scocciatura. A questo punto, solo dopo questa lunga premessa ho il coraggio di farti la domanda che mi sta a cuore fin dall'inizio: ma tu, caro/a automobilista, amico dichiarato dell'ambiente, da che parte stai?
Lotar Sánchez Arcos





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