
Molto spesso, mi viene in mente di spegnere l'interruttore e accendere una bella candela, ecologica e profumata, ma l'idea di inciampare nella penombra vanifica i miei pensieri sulla buona pratica ecologica di risparmiare luce elettrica.
Forse ci potremo abituare di nuovo, come un tempo, alla luce labile di una fiammella anche se adesso la candela si è evoluta e insieme a lei anche l'uso che ne facciamo: siamo abituati ad usarle con grandi risultati per rilassarsi e recuperare le energie, grazie alla combinazione della loro profumazione e dei loro colori.
Le candele hanno hanno una lunga storia di cinque millenni e sono state fatte con i materiali più svariati e con tecniche originali per produrle, l'uomo usa il fuoco come fonte di luce da ormai 15.000 anni, dal tempo delle pietre scavate e riempite di grasso animale, usate come lampade, alle torce, fino alle più moderne candele e lampade a olio.
Un evoluzione nella storia dell'uomo che ha portato a sostituire tutti questi ingegni rudimentali con la candela che anche noi conosciamo permettendo di mantenere una luce abbastanza costante per un periodo di tempo dì qualche ora.
Con l'invenzione dell'interruttore, le candele sono oggi considerate più un oggetto di arredo che una reale necessità. Oggi sono diventate simbolo di romanticismo, di cerimonia, di rilassamento e non vengono quasi più fatte in casa o in bottega, sono diventate dominio della grande distribuzione. Basti pensare che il mercato delle candele è stimato per i soli Stati Uniti sui 2 bilioni di dollari annuali.
Accendere una candela invece di premere un interruttore ci farà entrare in una dimensione diversa: è fuori discussione che una candela accesa dopo un duro giorno di lavoro può rilassare e dare serenità più di un bagno caldo, ogni candela ha il suo significato in base alla profumazione o persino al colore, basterà scegliere quella a noi più indicata.
Nell'antico Egitto, erano delle piccole torce con stoppino intrise di grasso animale, i romani creavano candele da fogli di papiro intrisi in cera d'api e arrotolati su se stessi, con uno stoppino centrale, in Cina le prime candele erano fatte versando cera vegetale tiepida in tubi di carta di riso, in Giappone erano fatte con cere estratte dal mallo di noce, mentre in India la cera vegetale veniva estratta facendo bollire il frutto fresco dell'albero di cannella.
Nella seconda metà dell'ottocento secolo la chimica compie passi da gigante ed entra in gioco il petrolio, da cui tramite la raffinazione nasce così la paraffina, che diventa ben presto protagonista indiscussa delle cere grazie alle sue caratteristiche: è inodore e perfettamente bianca, ed estremamente economica ma per niente ecosostenibile. Si perdono così molte ricette per ottenere candele da materiali vegetali, ricette che si erano tramandate per secoli. Poi nasce la lampadina e le candele si spengono.
Ma negli anni ottanta si ha un vero e proprio boom delle candele da decorazione in seguito anche all'apertura alle importazioni dalla Cina, una dei più grandi produttori al mondo di candele d'arredo. Oggi sono disponibili in una gamma infinita di colori, forme e composizioni e animano le case più moderne.
Ultimamente si cerca di risalire alle antiche tecniche di estrazione delle cere vegetali, per cercare di tornare ad avere prodotti quanto più possibile puri e sopratutto per utilizzare prodotti di fonti rinnovabili come le piante, si cercano nuovi materiali, più naturali e di minore impatto ambientale rispetto a petrolio e grassi animali. La svolta si è avuta con la sintesi della cera di palma, una stearina vegetale ottenuta dall'olio di palma, olio messo più volte in discussione dal punto di vista della sostenibilità perché al fine di ampliare le piantagioni di palme c'è una massiccia devastazione di alcune foreste primarie come ad esempio in Indonesia.
In realtà l'olio di palma ha molteplici usi e il suo impiego in molti campi dell'industria cosmetica ne ha determinato la maggiore richiesta. L'ingegno umano non ha limiti e Michael Richards, fondatore e attuale amministratore di Candleworks Inc., uno dei più grossi produttori mondiali di candele naturali, iniziò la sperimentazione con la cera di soia, ottenuta dai fagioli di soia, proprio basandosi su antiche ricette di cere ottenute da vegetali e cercando di ottenere cere naturali da diverse piante e oli a basso impatto ambientale.
Sono proprio di cera di soia le candele che potete trovare nello store di yes.life: queste candele sono 100% in pura cera di soia di qualità ecologica, profumate con olio essenziale naturale, gli stoppini sono anche loro di soia naturale e sono versate in vasetti di vetro riciclato. Ogni candela ha un'autonomia di circa 30 ore, non poco per volersi rilassare o magari ricaricare le energie come ad esempio con la candela energizzante in cera di soia, all'essenza di limone che migliora l'attenzione e che combinata con l'essenza di pompelmo permetta di recuperare energia!
Un vero toccasana per riuscire a dare il meglio di noi stessi in ogni momento. Non dimentichiamoci che la candela non è solo gradita da romantiche donzelle ma anche dagli uomini più rudi: ne è un esempio la candela di soia per uomo "The dog in you", dal fascino inglese alla James Bond alla fragranza di basilico e coriandolo.
Sonia Scommegna





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