Circa vent’anni fa si iniziava a parlare di perdita di biodiversità. Non solo stavano scomparendo specie di fauna e flora in tutto il mondo ma stavano letteralmente svanendo interi habitat, cancellati dall’urbanizzazione e dall’inquinamento.
La perdita di biodiversità o i miglioramenti portati dalla Convenzione sono molto sentiti a livello Europeo, e l’European Environment Agency ha ideato un indicatore chiamato SEBI che attraverso dati scientifici raccolti sul campo e appositi parametri riassume la situazione della biodiversità per le singole nazioni.
Giacomo Magatti Tags: clima e ambiente, conservazione biodiversità, 2010 anno biodiversità
Presto ci si rese conto che questa perdita non era solo una questione ideale o estetica ma aveva un’influenza diretta su molte attività umane e sulla sopravvivenza di alcune popolazioni.
Nell’aprile del 2002 l’impegno si è fatto più marcato da parte dei paesi firmatari: i governi hanno sottoscritto una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2010 per garantire un’interruzione alla perdita di biodiversità in atto a livello globale e locale. Raggiunta la data limite, e raggiunto un livello decisamente critico per molte specie e molti habitat, l’Onu, ha deciso di dedicare questo anno internazionale proprio alla Biodiversità.
Il sito ufficiale spiega perché le Nazioni Unite abbiano dichiarato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità, spiegando come si tratti di una “celebrazione della vita sulla terra e del valore della biodiversità per la nostra vita”. E viene lanciato un appello a tutti affinchè il mondo intervenga per salvaguardare la diversità della vita sulla terra.
L’Onu aveva già inserito questa tematica nei suoi Obiettivi del Millennio, una serie di sette punti per la salvaguardia della Terra, dei suoi habitat, della flora e della fauna.
La Convenzione per la Diversità Biologica nel corso degli anni ha pubblicato i Global Biodiversity Outlook due volumi, con il terzo in uscita proprio nel 2010, per fare il punto della situazione e porsi degli obiettivi concreti.
E dando un'occhiata ci si rende subito conto che anche in Italia servirebbe un impegno maggiore per contrastare in maniera efficace la perdita di biodiversità.
Uno strumento per combattere questo fenomeno esiste già ed è la Rete Ecologica Europea, chiamata Rete Natura 2000, che riunisce tutti i siti di interesse comunitario a livello di habitat naturale.
In Italia sono numerosissimi i siti di questo tipo, distribuiti in tutto il territorio nazionale: un patrimonio naturale immenso, distribuito in ben 2.782 aree, la cui gestione è delegata dallo stato alle Regioni e che spesso è presa in carico da associazioni come Wwf o Lipu, sul cui sito è possibile conoscere meglio la rete.
Quest’anno in tutto il mondo ci saranno celebrazioni, convegni, pubblicazioni, lavori a livello tecnico-scientifico ma anche politico-amministrativo. Tutto verrà monitorato a livello internazionale affinchè non sia un anno di sole belle parole e di poche azioni per la salvaguardia della Biodiversità.
La Biodiversity Indicators Partnership ad esempio è un'iniziativa globale creata proprio per monitorare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi già in programma per il 2010 da parte della Convenzione.
E per garantire la visibilità dei risultati, la IUCN, International Union for Conservation of Nature, ha promosso un Contdown che accompagnerà tutto l’anno per ricordare gli obiettivi e promuovere il loro raggiungimento.





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