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Gli ecomusei urbani: cosa sono e dove si trovano?

Siete mai stati a visitare un Ecomuseo? Se non sapete neanche di cosa si sta parlando, cominciamo col dirvi che la mission degli Ecomusei Urbani è quella di esporre la Comunità locale, intesa come territorio, edifici e soprattutto abitanti, con le loro storie e i loro legami sociali. L'Ecomuseo è, dunque, un "museo d'identità" e ha lo scopo di rinsaldare i legami tra le persone e di spingere gli abitanti a prendersi cura e a "progettare" il territorio in cui vive, trasmetterendo al presente e al futuro gli elementi che caratterizzano l'unicità di quel territorio e di quel gruppo di persone che lo abitano.
“L'ecomuseo propone una visione globale e senza rotture tra l'uomo e il contesto ambientale, paesaggistico e culturale nel quale vive, invitando la comunità di cui è al servizio ad agire e a contribuire al suo proprio sviluppo”, si legge nel portale francese Fédération des écomusées et des musées de société.
L'Ecomuseo Urbano, dunque, vuole portare questi principi in città e spesso si occupa di trasformazione urbanistica e sociale, uso degli spazi privati e pubblici, presenza di nuovi gruppi di popolazione, perdita dei legami e nascita di nuove forme di vita urbana.
I primi ecomusei, per come li definiamo oggi, sono nati nel Nord Europa intorno al 1970. In Italia gli ecomusei sono arrivati a partire dalla metà degli anni '90 per iniziativa della Regione Piemonte che ha istituito nel 1995 la prima legge regionale italiana sugli ecomusei. Non a caso, l’Ecomuseo Urbano più noto è quello della città di Torino, le cui prime ipotesi di creazione risalgono all’inizio del Novecento.

L'Ecomuseo Urbano di Torino si propone di tutelare il patrimonio culturale locale e di favorirne la conoscenza attraverso il coinvolgimento attivo degli abitanti. È un progetto di museo molto particolare, in quanto non è confinato in uno spazio delimitato, ma esteso all'insieme di un territorio e alle molteplici testimonianze presenti al suo interno, fondato più sull'elaborazione e la diffusione dei saperi che non sull'esposizione di collezioni. All'estensione territoriale dell'Ecomuseo Urbano corrisponde una diversificazione e un ampliamento dei beni culturali verso i quali esercitare forme di tutela attiva e di valorizzazione partecipata. Molti progetti locali, guardano con attenzione alla conservazione della memoria della storia recente della città, della Torino capitale dell'industria e del lavoro, dei quartieri operai e della vita nelle barriere, intraprendono azioni di tutela verso edifici simbolo, archivi scolastici e dell'associazionismo.
Attualmente in Italia vi sono oltre un centinaio di ecomusei, ma si occupano prevalentemente di contesti rurali. La Lombardia ha varato la sua prima legge in materia nel luglio 2007 e la prima esperienza di rilievo è quella dell’Ecomuseo Urbano Metropolitano di Milano Nord, nel quartiere di Niguarda, costruito in collaborazione tra la città e il Parco Nord. Al suo interno raccoglie la memoria del quartiere attraverso testimonianze, interviste, materiale prestato per ricostruire la storia passata e recente.
Poco distante da Milano, si trova l'Ecomuseo del Paesaggio di Parabiago e per trovare tutti gli altro sparsi sul territorio italiano c’è il portale del Laboratorio Ecomusei, la quale definisce questi progetti “un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio”.
Dunque, pronti a visitare un ecomuseo?

Diana Comari


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