Correre una maratona sta diventando un hobby sempre più diffuso: con un’adeguata preparazione è oramai possibile per molti percorrere i tradizionali 42 km e 195 metri accanto ai runner professionisti.
Nel regolamento sono riportati anche gli obiettivi: oltre a promuovere queste competizioni nel completo rispetto dell’ambiente naturale in cui esse si svolgono, le ecomaratone vogliono favorire la tutela del territorio e il turismo sostenibile, promuovere i prodotti locali, contribuire alla conservazione della natura e al recupero dei beni storici locali. Ma anche sostenere iniziative concrete di solidarietà, come quella per il popolo Saharawi o l’attivazione di adozioni a distanza.
Giacomo Magatti
Oggi poi si sta espandendo sempre di più il fenomeno del trail running, cioè il gareggiare in contesti naturali.
In Italia esiste il Circuito Eco Maratone d’Italia a cui fanno riferimento diversi eventi sul territorio del nostro paese ma anche la “Sahara Marathon” manifestazione sportiva internazionale di solidarietà con il popolo Saharawi che si svolge in Marocco ed è giunta quest’anno alla decima edizione.
Uno dei requisiti del Regolamento delle ecomaratone è che la partenza sia in un paese che possa definirsi come “porta di accesso alla natura”.
I paesi che ad oggi fanno parte del circuito sono Collelongo presso L’Aquila dove parte la Ecomaratona dei Marsi, Polizzi Generosa in provincia di Palermo con l’Ecomaratona delle Madonie, Fregona nel trevigiano con l’Ecomaratona dei Cimbri e Castelnuovo Berardenga sulle colline Senesi con l’Ecomaratona del Chianti.
Le magliette ricordo sono solo in cotone biologico, i bicchieri per i ristori sono in bioplastica e lungo il percorso devono essere presenti i bidoni per la spazzatura. E a questo proposito, le ecomaratone aderiscono alla campagna “Io non getto i miei rifiuti” promossa da Spirito Trail e rivolta ad atleti ed organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura, visto che troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti che non possono prescindere dalla semplice regola che non si gettano rifiuti per terra: chi se ne dimenticasse viene punito con 30 minuti di penalità.
Infine non sono consentiti più di 6 km di asfalto e solo nelle zone di partenza e arrivo.
Bisogna comunque dire che anche le maratone tradizionali stanno riservando maggiore attenzione all’ambiente. La Maratona di Milano ad esempio nell’ultima edizione ha neutralizzato le emissioni prodotte dall’evento (84 tonnellate di CO2) piantando 18 mila alberi nelle province di Milano e Pavia in un’area verde dove i runner lombardi potranno allenarsi. La Maratona di Roma ha invece aderito al progetto “Parchi per Kyoto” con cui compensare le emissioni e grazie a cui punta a diventare la prima maratone a emissioni zero del mondo.





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