Il compostaggio dei rifiuti organici è un argomento molto controverso: spesso non è previsto nel sistema di gestione dei rifiuti urbani, non si sa come usare il compost che ne deriva (e che spesso viene poi smaltito con i normali rifiuti), è semplice da fare solo all’aperto in campagna.
L’idea di Jarst non è nuovissima, risale infatti a fine 2008, ma oggi sembra finalmente pronto ad essere messo sul mercato, dopo un’attenta fase di prova che ha portato ad aggiungere al modello originario un filtro a carboni attivi necessario per filtrare l’aria in uscita dalla compostiera per eliminare così i cattivi odori.
Sia per Urb Garden che per Jarst rimane un pochino la perplessità di riuscire davvero a fare del compostaggio in appartamento; in rete si leggono critiche alle piccole dimensioni e alla potenziale diffusione di cattivi odori. A dir la verità per quanto riguarda Jarst i carboni attivi dovrebbero ben assorbire gli odori. E in ogni caso ben venga il composter da appartamento se l’intento è quello di diffondere una buona pratica attuabile nella vita di tutti i giorni. Giacomo Magatti
Due giovani designer italiani, Leonardo Fortino e Andrea Bartolucci della Small Nature Design, partendo dai gesti quotidiani che ognuno compie nella propria casa, e dalle conoscenze delle compostiere già esistenti, hanno avuto l’idea di un mini composter che potrebbe essere utile per smaltire rifiuti organici e nutrire le piante da appartamento.
Come funziona? Gli scarti organici vengono inseriti nel cestello interno alla compostiera, dove diventeranno fertilizzante per la pianta che si trova nel vaso adiacente. Il compost nelle sue varie fasi di maturazione, non starà in contatto con il terreno fino a che non sarà pronto, questo grazie ad un diaframma che verrà aperto solo al momento di maturazione completa che è di circa 5-6 mesi.
In pratica una pianta in vaso con integrato un serbatoio di fertilizzante derivante dai rifiuti organici casalinghi, è un buon modo per coltivare le nostre piante da appartamento smaltendo al contempo gli scarti di frutta e verdura.
La fase finale di ingegnerizzazione ha portato anche ad una stima dei costi che porterebbe ad un prezzo al pubblico tra i 30 e i 40 euro.
Ideato dal giovane australiano Xavier Calluaud, è anch’esso pensato per utilizzare i rifiuti alimentari e in più unisce un sistema di irrigazione a goccia che trasporta una miscela di acqua e di elementi nutritivi derivanti dal compostaggio alle varie piante coltivate negli scomparti.





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