Geografia: come andavate a scuola in questa materia? Fiumi, monti, confini, pianure, capitali lingue e bandiere! Oppure l'avete imparata giocando battagliando in partite infinite a Risiko? Fatto stà che abbiamo acquisito un bel pò di informazioni che con il senno di poi ci siamo resi conto esserci molto utili nei viaggi di lavoro o di piacere, nel capire alcuni cambiamenti climatici dovuti anche alla conformozione del territorio, nei rapporti interculturali e multietnici ogni giorno nelle nostre città cosmopolite: sembra strano ma abbiamo sempre a che fare con la geografia! La geografia è la scienza che studia e interpreta la Terra nei suoi aspetti fisici e antropici.
Il Ministro dell’istruzione Gelmini ha proposto di mandare in cantina lo studio della geografia presso le scuole secondarie.
Vi riportiamo in particolare l'appello lanciato dalla Società Geografica Italiana e dall'Associazione Italiana insegnanti di Geografia:
Inutile dire che ci uniamo all'appello. Nell’anno della Biodiversità la geografia è fondamentale e ci apre tutte le porte che ci permettono di capire il vero significato di questa parola: bio-diversità. L'anno della Biodiversità arriva dopo il bicentenario di Darwin (e di Fitz Roy, il suo amico-nemico capitano e cartografo) e il famoso viaggio del brigantino Beagle è stato innanzitutto una esperienza geografica. Nel nostro essere piccoli turisti responsabili facciamo inconsapevolmente della piccola geografia: scoprire angoli remoti, assaporare ogni attimo di vacanza equivale alle documentazioni dei grandi viaggi dei primi esploratori. E anche grandi tematiche come l'integrazione, l'emigrazione-immigrazione o la famosa globalizzazione, potrebbero trovare spiegazioni e soluzioni nella Geografia. Del resto per rispondere alla domanda "chi siamo" dobbiamo soprattutto sapere dove siamo, e la geografia risponde proprio questo. Sonia Scommegna
La volontà è quella di introdurre materie sostitutive quali la scienza dei luoghi e delle connessioni, la geopolitica, la geoeconomia e la geosocietà. Tali materie potrebbero rivelarsi sicuramente interessanti per i ragazzi ma forse, prima di entrare in aree così specifiche, sarebbe utile avere alle spalle una solida conoscenza generale della geografia al fine di cogliere al meglio queste branche di approfondimento.
Subito sono sorte lamentele e appelli da parte di docenti e associazioni.
«Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo intelligente e sostenibile, guardando al futuro. Nei nuovi programmi di Licei e Istituti tecnici e professionali previsti dalla riforma della Scuola, la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata. Nel primo biennio dei Licei perderebbe la sua piena autonomia, con due ore settimanali per il 1° e 2° anno, per confluire in un contenitore "Storia e Geografia" di tre ore settimanali. Un'ora in meno, che va a discapito della geografia. Mentre negli Istituti Tecnici è quasi del tutto assente, nei Professionali manca completamente, non è più presente nei Trasporti (ex Nautici) e viene ridotta negli istituti Economico-commerciali. I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti e i cittadini di domani di saperi irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.»





I PIU' LETTI