
Siamo ormai al piano D: nella speranza sia quello definitivo.
Parliamo dell’ultima soluzione messa a punto dalla BP per porre fine al versamento del petrolio in mare dopo la rottura della piattaforma nel Golfo del Messico.
Il nuovo piano, denominato Lower Marine Riser Package (LMRP), consiste nella sostituzione del vecchio tappo utilizzato per bloccare la fuoriuscita di petrolio, con uno nuovo, più resistente, costituito da due pezzi del peso di più di 100 tonnellate ed alti 9 metri.
Questo dovrebbe impedire completamente la fuoriuscita, stimata intorno ai 60.000 barili di petrolio al giorno.
Durante la fase di sostituzione, però, che avrà una durata tra i quattro ed i sette giorni, la falla resta senza chiusura, determinando la ripresa della dispersione, dopo che il vecchio tappo era in grado di deviare fino a 15.000 barili di petrolio al giorno verso una nave in superficie.
La sostituzione è però indispensabile: il tappo infatti aveva iniziato a sciogliersi, trattenendo una minore quantità di petrolio rispetto al previsto.
Il piano D sarà affiancato da un meccanismo di raccolta ad imbuto grazie al quale 20.000 barili di petrolio verranno incanalati verso un’altra nave, la Helix Producer.
In una conferenza tenuta a Houston, Kent Wells, vice presidente senior di BP, ha dichiarato che l’obiettivo della compagnia, con il nuovo piano, è quello di riuscire a contenere l’intera fuoriuscita di petrolio: ma un piano di emergenza è già pronto, rende noto Wells, nel caso in cui l’impresa non dovesse riuscire.
LMRP si accompagna ad un sistema di raccolta di otto-novemila barili di petrolio al giorno verso un altro pozzo integro.





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