
Come non detto. Il disastro ecologico nel Golfo del Messico sembra non solo senza una soluzione, ma anche senza fine.
Avevamo detto che il nuovo tappo posizionato in sostituzione del vecchio per chiudere la falla apertasi ormai tre mesi fa sembrava aver messo fine al problema della fuoriuscita di greggio dalla piattaforma.
Purtroppo non è vero: si tratta dell’ennesima bugia raccontata dalla BP, probabilmente per cercare di limitare, per quanto possibile, i danni alla propria immagine.
Tentativo difficile, essendo responsabile di un incidente che sta comportando la dispersione in mare di 60 mila barili di petrolio al giorno.
La compagnia petrolifera aveva solo reso nota l’esistenza di una riduzione di pressione apparentemente inspiegabile al di sotto del tappo, mentre il Governo americano ha parlato dell’apertura di una nuova falla.
Thad Allen, del National Incident Commander, il responsabile della Casa Bianca per la gestione del disastro ecologico nel Golfo del Messico, ha inviato una lettera a Bob Dudley, direttore generale BP, chiedendo spiegazioni del fenomeno e nuovi test.
Allen vuole che la prima falla venga riaperta per indirizzare unicamente lì tutta la pressione ed impedire che la miscela di petrolio e gas metano determinasse la formazione di tante nuove falle, sulle quali diventerebbe impossibile intervenire.
Ma ancora nessuna risposta da BP.





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