
Fonti di energia rinnovabili.
Il passaggio al fotovoltaico non deve rappresentare un impedimento allo sfruttamento dei terreni fertili per fini agricoli.
Si tratta della conclusione cui sono giunti agricoltori, ambientalisti ed università dopo una seduta comune per il convegno “Solare, agricoltura e territorio: opportunità e precauzioni”, svoltosi alla Fiera di Roma, in occasione di Zero Emission 2010, il grande evento dedicato alle energie rinnovabili.
E’ stata riconosciuta l’importanza di fissare delle linee guida comuni per far sì che lo sfruttamento delle fonti alternative di energia non vada a ledere la possibilità di riservare alla coltivazione le aree fertili delle campagne.
Nel nostro Paese esistono circa 80.000 km2 di terreni agricoli ormai marginali ed incolti che possono essere utilizzati per la produzione di energia solare.
Oltre a questi vanno considerati anche i tetti delle numerose aziende agricole, sui quali è possibile installare pannelli fotovoltaici per produrre 1.300 GWh all’anno: una risorsa in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 500.000 famiglie, che richiederebbe di ricoprire un’area dell’estensione di 3,4 km2, corrispondenti allo 0,06% della superficie agricola disponibile.
E’ stato dunque raggiunto un accordo che ha tenuto conto delle esigenze degli agricoltori e di coloro che operano nel settore delle rinnovabili.





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