In questi giorni mi sono capitate per le mani alcune notizie che riportano concreti risultati raggiunti nell’ambito delle energie alternative, senza farlo apposta tutti localizzati nella nostra splendida Toscana.
Queste “scoperte” hanno reso visibile ai miei occhi quanto si sta facendo, quanti studi e quanti sforzi si stanno convogliando nel campo delle fonti di energia rinnovabili. Sicuramente la strada è in salita ma credo che assistere ai primi passi mossi nella giusta direzione sia confortante e possa infondere la percezione di un reale cambiamento.
Auguriamoci che sia così!
Cominciamo dall’idrogeno. Il 30 Aprile si è inaugurato il primo idrogenodotto urbano al mondo che corre tra le case, i bar, il supermercato, l’edicola, la fermata dell’autobus … ci troviamo ad Arezzo, per la precisione a S. Zeno, che grazie a questo progetto è diventata la prima città a idrogeno. La realizzazione dell’impianto è merito della cooperativa La Fabbrica del Sole e della Regione Toscana, che hanno contribuito rispettivamente con 800 e con 400 mila euro.
Un esempio di produzione d’idrogeno tramite sfruttamento di fonti di energia rinnovabili ci è offerto dal distributore Agip “Multienergy” di Grecciano sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno nel comune di Collesalvetti. La stazione di servizio, realizzata dalla Divisione Refining & Marketing dell’ENI, oltre ad erogare i tradizionali carburanti, già dal 2006 produce idrogeno tramite due diverse fonti di energia rinnovabili: il fotovoltaico, grazie ai pannelli solari da 20 Kw che ricoprono il tetto; l’eolico, grazie alle tre pale eoliche da 20 Kw ciascuna disposte sul lato interno dell’area.
La stazione Multienergy è all’avanguardia su due fronti: è autosufficiente a livello energetico, e distribuisce l’idrogeno ricavato ad un parco di veicoli ad idrogeno pubblici e privati, proponendo così anche una riqualificazione ecologica dei mezzi di trasporto.
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Lara Moro foto: Flickr.com Tags: fonti di energia rinnovabili, idrogeno arezzo, toscana sostenibilità
L’idrogenodotto consiste di un tubo di 10 centimetri di diametro che corre ad un metro di profondità dal sottosuolo trasportando a bassa pressione idrogeno puro, che va a fornire elettricità e calore alle case, che può produrre energia tramite i generatori a fuel cells ed essere così il combustibile pulito per le autovetture, e che può essere utilizzato direttamente dalle industrie orafe.
Questo infatti in primis il motivo della realizzazione dell’impianto, cioè fornire idrogeno puro alle industrie orafe di S. Zeno che consumano mezzo milione di metri cubi di idrogeno all’anno per saldare i gioielli e per l’eliminazione degli ossidi. Le sue forme di utilizzo sono però molteplici, e si è dunque pensato di far arrivare questo gas direttamente alle case sostituendo in questo modo il metano e fornendo elettricità.
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