
I cellulari ecologici sono una realtà, seppur di nicchia, in espansione, e se dobbiamo acquistarne uno, facciamo in modo che sia ad impatto zero... o quasi!
Ma quali sono i cellulari ecologici disponibili sul mercato? In principio fu il Bamboo Phone, il primo cellulare biodegradabile fatto di bambù realizzato dal designer olandese Gert Jan Van Breugel che, grazie alla sua progettazione sostenibile, permette di essere ricaricato a mano grazie ad una piccola manovella e può essere smaltito nei rifiuti umidi.
Anche i grandi produttori elettronici Samsung, Lg e Zte hanno i loro modelli di telefoni cellulari ecologici e ricaricabili mediante energia solare. L’intento dei colossi dell’elettronica è puntare sulla sostenibilità oltre che per rispettare l’ambiente anche e soprattutto per reagire alla crisi, cercando di ampliare i propri segmenti di mercato.
Lg e Samsung hanno ad esempio due modelli di cellulari alimentati a pannelli solari. Il dispositivo Blue Earth della Samsung è uno smartphone dalla forma arrotondata, senza tastiera e munito di tutte le funzioni di ultima generazione. L’innovazione è disposta sul retro: si tratta di un piccolissimo pannello solare attraverso il quale il cellulare si ricarica, una ricarica di un’ora in ambiente luminoso è garantita un’autonomia di comunicazione di circa mezz’ora; per chi ricorda le vecchie calcolatrici tutto questo avrà un dolce gusto un pò retrò.
Lg invece si differenzia perchè ha presentato un cellulare realizzato interamente con materiali di plastica biodegradabile, anche questo, come il Blue Earth della Samsung, alimentato da un pannello fotovoltaico che al momento permette un’autonomia di tre minuti dopo dieci minuti di esposizione al sole.
La casa produttrice cinese Zte, in collaborazione con la Digicel, ha invece unito l’intento ecologico con quello equo solidale. Il modello Coral 200 solar si ricarica come i modelli appena presentati, ma ha la particolarità di rivolgersi ad un mercato esclusivamente di paesi in via di sviluppo. Per questo il prezzo sarà intorno ai 32 euro!
Altra idea geniale, più provocatoria e simbolica delle precedenti, è quella del designer coreano Je-Hyun Kim. Partendo dal dato di fatto che i cellulari hanno una durata media di 5 anni, il designer ha pensato bene di realizzarne alcune parti in materiali biodegradabili, o meglio completamente naturali. Il Natural Year Phone infatti ha il case fatto interamente in erba pressata, o meglio, in fieno pressato. Come spiega sul sito Yankodesign lo stesso designer coreano il cellulare è fatto apposta per non avere una durata che vada oltre i 2 anni, permettendone così il riciclo. Per cui non stupitevi se dopo un anno e mezzo il vostro Natural Year Phone comincia a perdere pezzi!
Viene spontanea una riflessione: perché aspettare sempre la saturazione dei mercati, o i periodi di crisi delle vendite, per innovare e migliorare quei prodotti che, come i cellulari, sono insostenibili. Sono anni che si pone il problema dello smaltimento dei cellulari obsoleti (ma anche di altri rifiuti elettronici), che nella maggior parte dei casi inondano i paesi del sud del mondo, ma i modelli che tutelano l’ambiente cominciano ad essere lanciati sul mercato solamente oggi. E sono disponibili già da diversi anni! E lo stesso ragionamento può valere, ad esempio, anche per le automobili non inquinanti, elettriche o a biofuels. Purtroppo ancora oggi è il mercato a decidere, non noi, non l’ambiente.
Alessandro Ingegno





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