La cinese Chain Store and Franchise Association ha fatto i conti a quasi un anno dalla legge che ha impedito la produzione di sacchetti in plastica di spessore inferiore ai 0,025 millimetri e soprattutto ha vietato ai negozi la distribuzione gratuita ai clienti di sacchetti di plastica. Queste regole, introdotte il 1° giugno scorso, hanno portato alla chiusura della più grande fabbrica statale di plastica del Paese, e hanno convinto la grandi associazioni ambientaliste come Greenpeace della bontà della misura per combattere l’inquinamento bianco. Un anno dopo la legge, il bilancio è positivo: anche se molti negozianti – soprattutto i piccoli venditori – continuano a distribuire buste in plastica eludendo la regola, la Cina avrebbe comunque ottenuto un risparmio energetico di 1,6 milioni di tonnellate di petrolio, equivalenti a 40 miliardi di sacchetti, con un crollo del loro consumo pari ai 2/3 rispetto a un anno fa. Il prossimo passo, sostiene l’associazione promotrice della ricerca, sarà donare gratuitamente borse di stoffa riutilizzabili a tutti i cittadini. Fonte: corriere.it
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