Nel settore automobilistico gli attuali trend consistono, da una parte, nel cercare di migliorare le prestazioni delle auto, migliorando l’efficienza dei motori, dall’altra, nel ricercare tecnologie che riducano le emissioni di co2. In attesa della famosa auto all’idrogeno (il sistema più rivoluzionario che ci salverà dalla dipendenza dal petrolio), ecco cosa possiamo trovare oggi sul mercato e quello che ci aspetta a breve.
Motori a benzina.
Questo genere di motore, grazie all’iniezione diretta del carburante e a un uso opportuno dei turbocompressori, sta andando verso una riduzione media della cilindrata a parità di potenza («downsizing» in linguaggio tecnico) a vantaggio dei consumi.
Un esempio di questa tendenza è il 1.400 Tsi della Volkswagen da 140 o 170 cv, ma tutti procedono in questa direzione. La Mercedes ha presentato il prototipo di una limousine di oltre 5 metri di lunghezza con un propulsore di 1.800 cc da 238 cv.
I motori a benzina verosimilmente non arriveranno mai a consumare poco quanto i diesel, che hanno un maggiore rendimento termodinamico. Tuttavia le differenze si ridurranno sempre più e, soprattutto, i motori a benzina verranno colpiti meno dall’aggravio dei costi per l’adeguamento alle normative antinquinamento.
Diesel chic.
Il diesel ha cambiato immagine ed è diventato d’elite. Già di è affermato come motore sportivo (con l’Audi ha già vinto le ultime due 24 Ore di Le Mans) ed è una scelta obbligata sulle berline di lusso e sui suv, perché unisce ottime prestazioni a consumi accettabili.
Resta il problema dell’adeguamento alle norme antinquinamento, oneroso, costoso e particolarmente antieconomica sulle auto di media-piccola dimensione.
Oggi vengono vendute esclusivamente nella versione diesel le ammiraglie Audi, Bmw, Jaguar e Mercedes, e persino le Rolls-Royce e le Bentley stanno andando nella stessa direzione.
Ottimizzazioni.
Motori ibridi.
Biocarburanti.
Futuro elettrico.
Fonte: Panorama.it
Esempi di questa tendenza sono le Ford Focus Econetic, le Opel Corsa, Meriva, Astra ecoflex, le Seat Ibiza e Leon Ecomotive, le Skoda Fabia Greenline, le Volkswagen Polo, Golf e Passat Blue motion. La Mercedes vuole estendere il complesso di modifiche Blueefficiency a tutta la gamma e qualcosa di simile stanno facendo Bmw e Mini con le serie Efficient Dynamics. In questa tendenza possiamo inserire i modelli classificati come microibridi, con sistemi che spengono automaticamente il motore al semaforo e lo riaccendono non appena si preme l’acceleratore o la frizione per inserire la marcia. È il caso delle Bmw e Citroën Stop&Start, delle Mercedes Classe A e B eco start/stop e della Smart Mhd. Verso fine anno questo sistema sarà disponibile anche per la Fiat 500. In città consentono riduzioni del consumo intorno al 5 per cento.
I consumi sono più bassi del 25 per cento rispetto a quelli di un’auto a benzina di pari prestazioni, ma il prezzo aumenta, e può raggiungere anche i 6 mila euro. Ecco perchè questa soluzione è ottimale soprattutto sulle auto costose: la Porsche lo adotterà nel 2009 sulla Cayenne e poi sulla futura berlina Panamera, mentre la Mercedes sta preparando per l’anno prossimo le Ml450 e S400 Bluehybrid.
Bioetanolo e biodiesel, adatti rispettivamente ai motori a benzina e a gasolio, sono già ampiamente collaudati, soprattutto perchè facilmente integrabili con le soluzioni ad oggi sul mercato.
Resta aperta il dibattito sui problemi derivanti dall’utilizzo dei biocombustibili, che ad oggi derivano da colture alimentari (frumento, barbabietole, canna da zucchero, mais e patate nel caso del bioetanolo e olio di colza, soia o girasole per il biodiesel). Attendiamo fiduciosi la seconda generazione di biocarburanti, derivata da biomasse (residui agricoli e dell’allevamento, scarti dell’industria agroalimentare), rifiuti vegetali, legno, carbone e metano.
In Italia, a differenza di quanto accade in alcuni paesi nordeuropei come la Svezia, i biocarburanti non vengono ancora venduti, ma Ford-Volvo e Saab hanno già in listino alcuni modelli denominati rispettivamente FlexyFuel e BioPower capaci di funzionare anche con l’E85, un carburante composto per l’85 per cento da bioetanolo e per il 15 per cento da benzina.
Tutti i motori diesel di ultima generazione potrebbero già funzionare con una miscela composta dal 30 per cento di biodiesel e dal 70 per cento di gasolio.
È certo che il futuro remoto della mobilità individuale sarà delle auto elettriche, grazie ai grandi passi avanti nel campo delle batterie, che stanno passando dalla vecchia tecnologia con piombo e nichel cadmio (Ni-Cd) a quella a ioni di litio (Li-Ion) o del sodio-nichel cloruro (Na Ni CL2), che permettono una vita utile superiore anche di 20 volte e un’autonomia cinque volte maggiore, a fronte di una riduzione dei costi dell’80 per cento.
Non si sa invece se la loro ricarica avverrà tramite fuel cell (celle di combustibile), alimentate a idrogeno e installate a bordo dell’auto stessa, oppure attraverso il collegamento alla rete elettrica. Per saperlo dovremo aspettare almeno fino al 2010.





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