Yes.life è il web magazine di sostenibilità ambientale che diffonde stili di vita sostenibili e gioiosi, promuovendo l’efficienza e il risparmio energetico, grazie all’utilizzo di fonti d’energia rinnovabili.
Nuovo anno significa nuovi propositi, rigorosamente green!! Ecco a voi tante idee per trascorrere il nuovo anno all’insegna dell’ecosostenibilità. Restate sempre sintonizzati e non dimenticatevi di consultare il calendario di Yes.life!
Sonia Scommegna
Frigoriferi in coccio, pannelli solari fatti con pezzi di vecchie biciclette, ruote porta-acqua, borse con pannelli fotovoltaici incorporati per accumulare energia solare durante le passeggiate e illuminare le case di notte, filtri per l’acqua a 7 dollari, pompe d’irrigazione a pedali in bambù.
Sono alcuni dei progetti di design sostenibile e low-cost pensati e costruiti “for the other 90%", l’altro 90 per cento, cioè quei più di 5 miliardi di persone (sul totale di sei e mezzo che popolano la terra) che solo raramente e con difficoltà possono avere accesso alle fonti primarie di sostentamento, come acqua, cibo, luce, trasporti, scuole.
Se pensiamo agli oggetti che ci stanno intorno e che usiamo abitualmente, ci accorgiamo che sono tutti frutto dell’idea e della realizzazione di un designer. Ma solo il 10 per cento della popolazione ricca del pianeta è destinatario di questi progetti, l’altro 90 per cento non ne avrà mai accesso non potendo permettersi di acquistarli.
Il "Design for the other 90%" vuole riempire questo gap dimostrando come anche il design, concepito in modo responsabile e sostenibile, possa intervenire per risolvere molti dei problemi quotidiani della parte più povera della popolazione mondiale creando oggetti utili e al contempo poco costosi.
"Design for the other 90%" è anche il titolo di una mostra promossa dal Cooper-Hewitt National Design Museum di New York che ha raccolto le migliori idee per mostrarle al mondo occidentale e per cercare di trovare nuovi progetti promuoverli. Le realizzazioni sono tutte raccolte sul sito dove gli oggetti sono presentati suddivisi in sei categorie: abitazioni, salute, acqua, educazione, energia e trasporti.
L’idea di realizzare oggetti di design low-cost si deve a Paul Polak autore del libro “Out of poverty”, e fondatore della International Development Enterprise (Ide), associazione no-profit attiva nei paesi in via di sviluppo con la quale sovvenziona queste invenzioni, che possono garantire non solo la sopravvivenza, ma anche un miglioramento della qualità della vita a decine di milioni di persone.
La Ide lavora dal 1981 in otto paesi (Bangladesh, Vietnam, Cambogia, India, Nepal, Zambia, Zimbawe e Myanmar), e la maggior parte dei suoi 600 impiegati è nativa dei luoghi in cui opera con lo scopo di raggiungere un obiettivo importante: aiutare 30 milioni di famiglie ad uscire dalla povertà entro il 2015. Finora, grazie alle tecnologie low cost, il risultato raggiunto è di 3 milioni.
Tra le invenzioni promosse c’è ad esempio LifeStraw, una cannuccia lunga circa 25 cm del costo di 3 dollari, in grado di filtrare l’acqua e rimuovere particelle fino a 15 micron ed i batteri che provocano tifo, colera e dissenteria.
O ancora, la pompa di irrigazione a pedali in bambù, con cui i contadini possono contare su un surplus di prodotti da rivendere nei mercati locali dopo aver soddisfatto le proprie esigenze, o la Q-Drum, una ruota container per il trasporto dell’acqua molto più comoda rispetto ad altri contenitori visto che il suo peso viene sostenuto dal terreno.
Sono tutti progetti ingegnosi ideati per la maggior parte da designer sconosciuti, la cui realizzazione va però ad incidere sulla vita delle persone molto più dei progetti dei designer più famosi. Chiaramente si tratta solo di mezzi che non risolvono la disparità di ricchezza esistente, ma che contribuiscono a rendere meno pressante la povertà.
Grazie a questi esempi si può pensare al design sotto una luce molto diversa da quella della semplice estetica, sottolineandone le ampie possibilità di semplificare e rendere più vivibile l’esistenza di moltissime persone in tutto il mondo.
Un approccio simile a quello del design low-cost è quello adottato da numerosi gruppi di persone che provano ad unire la loro creatività con l’intento di riciclare e riutilizzare tanti oggetti caduti in disuso. Ad esempio la community di “IoRicreo” trasforma vecchi oggetti, scarti e rifiuti che, grazie a idee di design, di fai da te o di semplice riciclo, rinascono con una nuova funzione. Queste idee sono poi messe a disposizione di chiunque per incentivare sempre più il riciclo creativo.
Avanti così!
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fantastico! l’elitè degli osannati designer con la coscienza sotto scacco!! Ecco cosa dice Gino Finizio sul suo fantastico "design management": "Il design va inteso come fattore di crescita e di innovazione. Le aziende in grado di praticare una politica "design oriented", che mira a produrre prodotti utili all’uomo, sono le più idonee a ricevere il design management per proiettarsi nel futuro. Il loro successo sarà determinato dalla qualità del prodotto, dal comportamento etico e dal rapporto ottimale con i loro clienti che vanno trattati come amici dell’azienda e non come consumatori da sfruttare". il design deve avere una funzionalità etica, migliorare i prodotti per l’uomo, non solo avere una funzone estetica troppo spesso confusa come l’unica motivazione allo sforzo intellettuale e creativo.
un po’ quello che fa YESLIFE...non solo makeup marketing oriented...ma tanta sostanza, concretezza e utilità per tutti noi!!