E sentir pronunciare termini come innovazione, energia sostenibile e difesa dell’ambiente, al posto dei termini più inflazionati del suo predecessore George W.Bush come terrore, Iraq, nemico, militari, guerra e violenza, è già di per sé un sollievo. Ma sapere che dalle parole il presidente afro-americano è già passato ai fatti, in meno di un mese dal suo insediamento, dà alla materia la sua reale importanza.
Economicamente parlando la crisi americana è profondissima, e Barack Obama nel suo piano – annunciato già in campagna elettorale nelle grandi linee – punta ad innovare in efficienza energetica e riduzione dell’inquinamento.
“Questo farà risparmiare soldi ai cittadini, stimolerà l’innovazione, e permetterà di conservare grandi quantità di energia” ha dichiarato Obama nel corso di una visita al Dipartimento di Energia, dove ha sollecitato il suo piano economico.
Obama ha anche annunciato di aver firmato un memorandum presidenziale diretto al Dipartimento per l’Energia allo scopo di indicare gli standard energetici per gli elettrodomestici. Questa accuratezza nei particolari, a partire dal dispendio di energia nelle case mostra come Obama sia chiaramente intenzionato a muoversi velocemente, raggiungendo chiari progressi nel settore energetico, per affrontare le preoccupazioni riguardanti l’economia e l’energia di pari passo.
Il memorandum di Obama fissa come limite massimo il mese di agosto per raggiungere regole di standard di efficienza energetica per una serie di prodotti: oltre ai già citati elettrodomestici e lampade, anche cucine, attrezzatura per aria condizionata, caldaie commerciali e distributori automatici.
Anche quando il Congresso si è mostrato titubante nei confronti di questo piano economico il presidente Obama non si è lasciato scoraggiare e ha sostenuto con fermezza il suo piano di stimolo per l’economia, in occasione della prima conferenza presidenziale, usando soprattutto alcune delle sue più efficaci argomentazioni per difendere gli investimenti nella green economy: “Perché dovrebbe essere una perdita di soldi pubblici? - ha chiesto Obama - Noi stiamo creando lavoro immediatamente per ridurre le perdite di energia delle case. Possiamo avere un dibattito rispettoso su cosa dobbiamo o cosa non dobbiamo coinvolgere nelle politiche energetiche, ma non possiamo chiamarlo perdita di tempo”.
Purtroppo l'Italia non sta seguendo l’esempio di Obama. Dopo l'episodio della tentata eliminazione degli sgravi del 55 per cento per le ristrutturazioni ecologiche, sono arrivati gli incentivi per le lavatrici e le lavastoviglie dati senza un legame con l’efficienza energetica, in modo da premiare le importazioni di bassa qualità dando una bella bastonata all’industria italiana che da anni investe sull’innovazione tecnologica. Adesso, nel Milleproroghe, la cancellazione della norma sugli edifici ecologici inserita nella Finanziaria 2008, quella che prevedeva, dal primo gennaio 2009, l’installazione obbligatoria di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per ottenere permessi per le nuove costruzioni: se ne parlerà nel 2010.
Green economy 2009: Italia non pervenuta (speriamo solo per ora).
Alessandro Ingegno
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Tags: energia sostenibile, fonti di energia rinnovabili, riduzione inquinamento, efficienza energetica





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