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Energia solare - Come ottenere i contributi statali?

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Incentivi, contributi e conto energia: ecco come possiamo sfruttare al massimo l'installazione dei pannelli solari! Oltre a risparmiare perchè utilizziamo un'energia totalmente gratuita, il sole, lo Stato ci aiuta ad affrontare l'investimento. Vediamo come nella terza puntata del dossier dedicato all'energia solare.

Leggi le altre puntate!
Puntata 1 dedicata ai pregi e difetti del fotovoltaico: Energia solare - Una corrente fotovoltaica
Puntata 2 dedicata a comprendere meglio il mondo del solare termico: Energia solare - Riscaldati dal sole con il solare termico
Puntata 4 dedicata al futuro dell'energia solare: Energia solare - Tutto quello che accadrà nei prossimi 30 anni

Installare una tecnologia termica o fotovoltaica è di sicuro interesse per il soggetto che decide di usufruirne, che sia esso un privato o un’azienda non fa alcuna differenza. Ciò che conta è che il guadagno, o meglio, il risparmio personale di chi decide di auto prodursi energia o di auto riscaldarsi l’acqua confluisce in un’ottica di interesse nazionale. Viene da sé, se si sfrutta l’energia pulita si respira meglio. Se si respira meglio si sta meglio.
È quindi interessante vedere come lo Stato italiano affronta la questione, se ci sono degli incentivi, se, insomma, fa qualcosa per andare incontro ai cittadini, alla loro necessità di risparmio e alla loro voglia di fare il bene della Nazione, almeno per quanto riguarda la questione ambientale.

Si, qualcosa c’è. Partiamo dagli incentivi per il solare termico.
La finanziaria 2008 (legge 24 Dicembre 2007 n. 244) individua diverse tipologie di interventi per il risparmio energetico sulle quali si applica la detrazione fiscale del 55% per le spese sostenute entro il 2010. Tra queste rientra l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali. Questo tipo di detrazione può essere accumulata con incentivi a carattere regionale o locale. Per ottenere l’incentivo è sufficiente allegare alla dichiarazione dei redditi la documentazione rilasciata da un tecnico abilitato e la copia dei bonifici che attestano l’avvenuto pagamento delle strutture.

Per quanto riguarda gli incentivi per il fotovoltaico, invece, spicca il sistema Conto Energia.
Non c’è molta burocrazia alle spalle, infatti, basta far pervenire una richiesta al proprio gestore dei servizi elettrici entro 60 giorni dalla fine dei lavori per far si che il Conto Energia riconosca una tariffa incentivante per ogni Kw/h prodotto. E questo avviene per i successivi 20 anni.
Produrre corrente in esubero potrebbe portare a pensare di accumulare quanta più energia possibile per poterla sfruttare nei momenti peggiori, in inverno ad esempio, o quando piove. Ad oggi, però, le tecnologie che prevedono l’accumulo non garantiscono un rendimento efficiente al 100%. È quindi decisamente più conveniente sfruttare il Conto Energia o servirsi del cosiddetto “scambio sul posto”.
Nel primo caso si vende la corrente in esubero a tariffe variabili in relazione alla potenza nominale dell’impianto e al fatto che lo stesso sia non integrato, parzialmente integrato o integrato con la struttura che lo ospita. Nel secondo caso, viene meno il costo di acquisto dell’energia elettrica per una quantità pari a quella prodotta dall’impianto. In poche parole, se una famiglia in un anno consuma 3000 Kw/h ma il suo impianto fotovoltaico nel produce 3200, i duecento Kw/h in esubero vengono immessi nella rete e vanno a costituire una sorta di credito energetico, non economico. Vale a dire che per i tre anni successivi, quella famiglia potrà, nei momenti di bisogno in cui utilizzerà più Kw/h, prelevare quelli già prodotti e “immagazzinati” precedentemente nella rete.

Lo Stato prevede anche un ulteriore premio per chi investe in opere di ristrutturazione volte al contenimento dei consumi energetici della propria abitazione. Se, ad esempio, tra gli interventi di riqualificazione energetica si installa un impianto solare in grado ridurre i consumi ipoteticamente del 50%, la tariffa incentivante aumenta del 25%. Se riduco i consumi del 60% l’incentivo sale del 30% e così via.

Quindi lo Stato cerca in qualche modo di incentivare i cittadini al passaggio verso tecnologie nuove e pulite. Quello che forse manca maggiormente è un forte impatto mediatico, un’eco in grado di dare la classica spinta alla popolazione verso l’acquisizione massiccia di impianti che sfruttano l’energia solare. Una sorta di pubblicità che evidenzi da una parte il “favore” che viene fatto all’ambiente e alle generazioni future e, dall’altra, che sottolinei gli incentivi che lo Stato mette a disposizione per chi decide di acquisire tali tecnologie.

Stefano Garavaglia

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