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Energia solare - Tutto quello che accadrà nei prossimi 30 anni

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Quarto ed ultimo capitolo del dossier sull'energia solare. Ecco tutto quello che succederà nei prossimi 30 anni, le linee guida già impostate e gli sviluppi possibili, in continua ottica di efficienza energetica.
Gli ingegneri di Yes.co srl ci raccontano in che direzione stiamo andando. Guardate il video qui sotto.

Ti sei perso le altre puntate?
Puntata 1 dedicata ai pregi e difetti del fotovoltaico: Energia solare - Una corrente fotovoltaica
Puntata 2 dedicata a comprendere meglio il mondo del solare termico: Energia solare - Riscaldati dal sole con il solare termico
Puntata 3 dedicata ai contributi statali: Energia solare - Come ottenere i contributi statali?

Risparmiare energia. Migliorare la qualità della vita. Semplificare la progettazione, l'installazione, la manutenzione e l'utilizzo della tecnologia. Ridurre i costi di produzione e gestione degli impianti. Trovare nuovi materiali. Favorire un mix di energia rinnovabile. Convertire i vecchi ambienti e i vecchi impianti.
Si, ma come? Lo sfruttamento dell’energia solare potrebbe essere un buon punto di partenza, o anche di arrivo se lo si guarda sotto più punti di vista. Ma quello che c’è adesso non basta, occorre puntare maggiormente sulla ricerca per guardare serenamente ai prossimi 30 anni. Ed è proprio la ricerca a fornirci le prime risposte. Con i mix di energia pulita e rinnovabile ad esempio, con il solare termodinamico, con la domotica.

Solare termodinamico

Immaginiamo di avere al posto degli attuali pannelli solari degli specchi parabolici in grado di concentrare la luce diretta del sole su tubi ricevitori dentro ai quali scorre un fluido vettore in grado di trasportare calore, di assorbire l'energia e trasportarla in un serbatoio di accumulo. Fino a qui tutto normale. Dov’è l’innovazione? Presto detto. Il liquido in accumulo è in contatto termico con uno scambiatore di calore in grado di generare vapore. Il vapore viene utilizzato per muovere delle turbine collegate a degli alternatori. Ecco l’energia elettrica.
Effettivamente tecnologie simili sono utilizzate da tempo negli Stati Uniti, ma ancora non vi è un effettivo riscontro nel nostro Paese. Carlo Rubbia ha progettato e sperimentato in Spagna la tecnologia termodinamica ed è arrivato a sostenere che un ipotetico quadrato di specchi di 40mila kmq (200km per ogni lato) basterebbe per alimentare tutto il pianeta, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un’area vasta quanto il grande raccordo anulare. Quindi viene immediatamente da pensare che il Sud Italia potrebbe offrire aree sufficientemente ampie ed adatte ad ospitare simili strutture.
C’è un enorme vantaggio rispetto allo sfruttamento del fotovoltaico: il termodinamico consente un apporto di elettricità costante, anche di notte o nei periodi in cui le condizioni climatiche non permettono ai pannelli fotovoltaici di garantire massima efficienza. Come? Grazie ad un particolare fluido a base di sali che, una volta riscaldato, mantiene la sua altissima temperatura (circa 550°C) per alcuni giorni anche senza essere in contatto con la sua fonte.

Domotica

La casa intelligente. Se sei in salotto non è necessario che la luce sia accesa in camera da letto. Laddove l’uomo manifesti distrazioni, un sistema in grado di controllare per intero le emissioni di energia nell’abitazione penserà a tutto. Più nello specifico, un’unità centrale computerizzata sarà in grado di controllare tutti gli elettrodomestici o comunque gli oggetti che sfruttano energia (lampadine, caldaia, irrigazione, ecc.) e permetterà di eseguire le comuni azioni (riscaldare gli ambienti, alzare e abbassare le tapparelle, accendere il condizionatore, la luce e quant’altro) in maniera tale da consumare ed inquinare il meno possibile.
Un esempio pratico? Il condizionatore si accende solo se l’impianto centrale riconosce la presenza di persone dentro la stanza. Il calorifero si spegne automaticamente laddove si trovi posizionato sotto ad una finestra aperta. C’è il sole? Le tende si aprono da sole. Ancora… in caso di fughe di gas o incendi, il sistema avverte automaticamente la polizia. Sistemi di questo tipo, ovviamente, sfruttano anche e soprattutto alimentazioni derivanti da energia solare.

Un mix di energie rinnovabili

Il problema dell’energia solare, soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico, è legato allo stoccaggio dell’elettricità prodotta di giorno o nei momenti consoni e alla relativa possibilità di utilizzare questa, ad esempio, la sera o quando piove. I ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, hanno pensato di risolvere l’enigma ispirandosi alla fotosintesi clorofilliana.
Vediamo come.
La pianta si alimenta grazie ad un processo biologico capace di immagazzinare l’energia offerta dal sole: la clorofilla riesce a trasformare i raggi solari in una forma di energia chimica che poi viene appunto sfruttata dalla pianta per vivere. Partendo da questo concetto, il professor Daniel Nocera e il borsista Matthew Kanan, hanno sviluppato un processo che utilizza l’elettricità prodotta da una cella fotovoltaica, da una turbina eolica o da qualsiasi altra fonte di energia rinnovabile, per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno gassosi, poi ricombinati all’interno di una cella a combustibile per produrre energia elettrica anche di notte. Insomma, questa tecnologia andrebbe a risolvere i pesanti problemi di intermittenza che ancora limitano il decollo delle tecnologie solari su scala mondiale. Andrebbe a farlo senza emettere CO2 nell’aria e senza utilizzare materiali tossici.
È quindi nel mix di energie pulite e rinnovabili che si possono trovare soluzioni per il futuro. Occorre quindi lavorare nella direzione che porti tutti gli individui a compiere scelte consapevoli pur mantenendo il livello di benessere acquisito.

Stefano Garavaglia

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