Ma per avere un quadro completo del processo di “trasformazione” dei rifiuti in energia bisogna ancora esaminare un lato della questione: le emissioni inquinanti. L'ing. Caminada ha affrontato il tema delle temute diossine ma non ha menzionato le nanoparticelle, che sono un tema caldo - per non dire scottante - quando si parla di inceneritori (per chi non lo sapesse, sono particelle di dimensione nanometrica che, una volta disperse nell'aria, vengono respirate o ingerite dall'uomo e, secondo alcuni recenti studi, possono indurre gravi patologie nell'organismo umano. Nessun sistema di filtraggio è in grado di trattenere queste particelle).
I rifiuti non si possono eliminare completamente, è vero, ma ridurre considerevolmente certamente sì, ed è proprio questo che una società che ha a cuore il rispetto del pianeta in cui vive dovrebbe provare a fare con ogni mezzo possibile. Riciclo, risparmio e riuso si trovano contrapposti alla produzione di rifiuto indifferenziato che – ci viene detto - si può eliminare solo bruciandolo, con tutto il contorno di emissioni inquinanti.
Secondo i dati forniti dall'ing. Caminada, nel 2007 A2A ha smaltito un totale di 3 milioni di tonnellate di rifiuti; l'azienda gestisce cinque impianti di termovalorizzazione, dai quali ricava 1.200.000 MWh elettrici e 600.000 MWh termici (fonte dati: www.a2a.eu). Ovviamente non tutti i rifiuti che A2A (tramite le sue controllate) raccoglie vengono inceneriti per trarne energia: sul totale dei rifiuti raccolti dalla società Amsa a Milano, ad esempio, il 41,7% è differenziato e quindi viene avviato verso il riciclo, mentre il 58,3% è indifferenziato e viene utilizzato per la produzione di energia (è interessante notare che il 12% di quel 41,7% di rifiuti differenziati è costituito da materia organica che l'Amsa al momento non può smaltire direttamente e quindi invia ad aziende situate nel Nord Est che ne ricavano compost. Caminada ha altresì dichiarato che si stanno attrezzando per poter riciclare in proprio questi rifiuti). Giusto per dare qualche numero, da quel quasi 60% di rifiuto indifferenziato l'Amsa ricava in media 375.000 MWh di energia elettrica e 62.000 MWh di energia termica all'anno (una buona parte di quest'ultima alimenta il nuovo polo fieristico di Rho).
I dati forniti dall'ing. Caminada parlano di 144 gr di scorie per un kg di rifiuti bruciato, il 13% circa. A queste scorie – che vengono recuperate e da cui si ricavano cementi, calcestruzzi e ferro – vanno aggiunti altri 25 gr circa di ceneri leggere e 11 gr di polveri (non è stato detto se e come questi residui vengono recuperati e smaltiti). Al netto di scorie, ceneri e polveri, da un kg di rifiuti si ricavano 0,86 kWh di energia elettrica e 0,104 kWh di energia termica. L'efficienza globale dell'impianto di cogenerazione Silla 2, secondo quanto dichiarato, raggiunge picchi del 61,2%, ma si riduce della metà per tutti quei mesi dell'anno in cui l'energia termica non viene utilizzata (grosso modo, almeno sei mesi l'anno).
Secondo quanto dichiarato dall'ing. Caminada, le emissioni inquinanti prodotte dalla combustione dei rifiuti sono costituite principalmente da acido cloridrico, anidride solforosa, diossina e ossido di azoto (l'elenco non è esaustivo). Per evitare che queste sostanze vadano disperse nell'aria, l'impianto è stato dotato di un complesso sistema di trattamento dei fumi, che si occupa di neutralizzare (in parte, non del tutto) le emissioni inquinanti prima che i fumi fuoriescano dal camino. Il primo stadio di filtrazione è costituito dall'elettrofiltro, che trattiene le ceneri leggere; i gas acidi e gli ossidi di zolfo vengono invece trattati con bicarbonato di sodio e carbone attivo, mentre il sistema DeNOx abbatte gli ossidi di azoto (tramite ammoniaca, con opportuni catalizzatori). I fumi, così filtrati, sono quindi liberi di disperdersi nell'aria – non prima di essere passati attraverso un sistema di rilevamento delle emissioni: i dati sulle emissioni sono costantemente aggiornati sul sito dell'Amsa (www.amsa.it).
Per quanto riguarda le diossine, infine, Caminada ha dichiarato che la quantità rilasciata in atmosfera annualmente dal Silla 2 è di 10-20 mg circa, di cui – sempre secondo le sue dichiarazioni - la metà si ossida al rilascio nell'atmosfera e l'altra metà si disperde in un'area circostante di qualche decina di km quadrati.
Innanzitutto, non si può non notare una contraddizione di fondo: stando alle dichiarazioni dello stesso Caminada, la volontà di A2A e delle sue controllate è quella di ridurre sempre più la quota non differenziata dei rifiuti. Il che è come dire che nel lungo periodo speriamo tutti che gli inceneritori lavorino sempre meno. Quindi nell'ottica di una strategia energetica (nazionale, ma anche locale) che non sia di corto respiro, ha senso puntare sugli inceneritori come soluzione d'emergenza? Non si può ignorare il fatto che spesso, per non dire sempre, degli inceneritori non ci vengono presentati i lati negativi, bensì quelli positivi di supposta “valorizzazione” di rifiuti altrimenti ineliminabili e di trasformazione a costo zero di scarto in energia.
Possibile che la soluzione migliore e più efficiente per smaltire i rifiuti sia incenerirli? Sinceramente io credo di no, ma è questo quello che viene fatto credere – e basta leggere una brochure di una qualsiasi società che si occupa di termovalorizzazione per rendersene conto. Incenerire i rifiuti è una soluzione d'emergenza nata per le zone urbane e ad alta concentrazione, che andrebbe quantomeno disincentivata - innanzitutto attraverso una minore produzione di rifiuto: pensate che secondo recenti dati del WWF noi italiani siamo tra i maggiori produttori mondiali, con una quota pro-capite di circa 539 kg l'anno.
E qua siamo alla domanda numero due: se è vero che molto è stato fatto per ridurle, le emissioni inquinanti prodotte dall'incenerimento dei rifiuti non sono affatto eliminabili. E gli “argomenti” diossine e nanoparticelle non sono stati correttamente esaminati (e meriterebbero invece di ricevere maggiore attenzione, dato che riguardano la salute di tutti noi).
Insomma, se è vero che da un lato l'inceneritore ci permette di smaltire i nostri rifiuti ricavandone energia, dall'altro è anche vero che l'obiettivo a tendere non può che essere quello di ridurre in maniera considerevole la quota pro-capite di rifiuti. A partire da ogni piccolo gesto quotidiano.








