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Nuovo anno significa nuovi propositi, rigorosamente green!! Ecco a voi tante idee per trascorrere il nuovo anno all’insegna dell’ecosostenibilità. Restate sempre sintonizzati e non dimenticatevi di consultare il calendario di Yes.life!
Sonia Scommegna
Ci sono buone notizie sul fronte della moda ecologica: l’Onu ha proclamato il 2009 l’anno della fibra naturale.
La storia dell’«eco fashion», la moda eco sostenibile, è cominciata nel 1991, con la prima linea di indumenti «bio» lanciata da Esprit; l’evoluzione del settore è stata lenta, frenata dai limiti delle fibre «bio», poco duttili, poco resistenti, con un aspetto «povero» e dalla conseguente, scarsa attenzione degli stilisti.
Ma le cose sono cambiate molto negli ultimi anni e l’eco moda, pur rimanendo sempre una nicchia del mercato, è stata incentivata dallo sviluppo di nuove fibre capaci di sostituire quelle derivate dal petrolio, un clima generale di maggiore sensibilità alla tutela dell’ambiente e l’individuazione di alcuni tessuti — come quelli derivati dal bambù — che si prestano a lavorazioni molto sofisticate hanno risvegliato l’attenzione degli stilisti.
La ecosfilata inserita nella settimana della moda di New York, nel 2005, seguita dall’ Ethical Fashion Show di Parigi nel 2006, è stato il primo segnale forte di uno sviluppo sempre più consistente del settore.
Nello scorso giugno, un convegno organizzato a Londra da Organic Exchange (l’associazione che da anni si occupa di promuovere i tessuti realizzati con fibre vegetali biologiche), avente lo scopo di diffondere la moda sostenibile come pratica diffusa, ha evidenziato la necessità di sviluppare nuovi valori d’impresa, non solo per ragioni ambientali, ma anche per rispondere a segnali inequivocabili del mercato.
Un’indagine della GFK sul comportamento dei consumatori ha analizzato le tendenze e i movimenti all’interno del settore eco sostenibile, mettendo in evidenza che, in Europa, i mercati più rilevanti per la moda ecosostenibile sono Gran Bretagna, Germania (dove vanno per la maggiore gli acquisti online), Francia e Italia (in cui resta forte la preferenza per i negozi reali).
Quello che i consumatori cercano sono innanzitutto vestiti “alla moda”, dopo di che è importante che siano fatti con metodi etici (senza sfruttamento minorile) e con certificazione biologica.
Oggi, nonostante i molti progressi del settore, manca ancora un’informazione adeguata su tutto ciò.
Molti sono i brand che operano nel settore; il marchio creato dall’olandese Made-By garantisce il rispetto di valori sociali ed ambientali nell’intero arco produttivo di un capo di abbigliamento acquistato e grazie ad un sistema track&trace, il consumatore può sapere come un prodotto è stato realizzato.
Marks & Spencer possiede 300 negozi nella sola Inghilterra e un fatturato superiore ai 10 miliardi di euro l’anno. Nel 2007, M&S ha realizzato ben 750.000 capi d’abbigliamento e prodotti per la casa completamente con cotone bio e il programma dei prossimi 5 anni prevede 5 impegni: ambiente, rifiuti, materie sostenibili, collaborazioni con partner eticamente corretti e salute.
Di cotone biologico di provenienza certificata è anche la collezione K310 della britannica Howies così come una parte rilevante della Expresso collection e di Kuyichi.
A proposito del 2009 come anno delle fibre naturali, Smiley, come raccontano gli amici di Stylosophy.it, ha realizzato la collezione di capi di abbigliamento femminili e maschili per la prossima primavera-estate interamente con non cotone al 100% organico, senza pesticidi che inquinano la natura né sfruttamento per chi lavora. «Una linea realizzata in modo assolutamente naturale, con materiali eco friendly, nel rispetto della vita umana», ha spiegato Nicolas Loufrani, proprietario di questo storico brand dal 1972, che si è impegnato per intraprendere questo progetto, «Perché acquistare prodotti smiley non significhi soltanto avere uno spirito positivo, ma anche dividere il proprio sorriso con coloro che ne hanno bisogno».
Molti sono i marchi celebri che hanno allestito spazi specifici nei loro negozi per dare visibilità alla eco-moda, da Barney’s e Bloomingdale’s a New York, ad H&M, C&A, Woolworth, Macy’s, Stella Mc Cartney...
Per il momento, i tessuti naturali, oltre ad essere più costosi, sono anche piuttosto rigidi, un po’ ruvidi e hanno colori poco attraenti, ma questo non sembra aver scoraggiato grandi star come Bono e Brad Pitt che affermano di vestire «organico».
Ma non è tutto qui, perché all’Università di Lincoln, nelle pianure del Nebraska, un team di ricercatori coordinati dal professore cinese Yiqi Yang, sta mettendo a punto una serie di nuovi tessuti derivati dagli scarti delle lavorazioni agricole, con l’obiettivo di vestire gli americani con gli scarti di quello che mangiano: cocco, riso, bambù, soia, mais e piume dei polli.
Con questi materiali già oggi si producono abiti molto eco e chic: le magliette di cocco assorbono umidità e odori; mentre i pantaloni di bambù sono di tessuto morbido, duttile e antibatterico.
I prezzi di questi eco-capi per ora sono un po’ più elevati della media, ma i ricercatori sono convinti che, perfezionando le tecniche, prima o poi piume di pollo e steli di riso potranno essere trasformati in «lana di gallina» e «cotone di riso» in quantitativi sufficienti a sostituire le fibre prodotte coi derivati del petrolio.
Un altro dato rilevante, diffuso dalla rivista Ecotextile News riguarda l’impiego dei materiali riclati: pensate che il 95% dei tessuti utilizzati nell’industria automobilistica statunitense provengono dal riciclo di rifiuti elettronici.
Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Non resta che guardarsi in giro, informarsi bene e scegliere il proprio eco capo di abbigliamento naturale per essere perfettamente alla moda e in linea con le tendenze per il futuro.
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Ciao Orith, ci sono davvero moltissimi tipi di capi in fibra naturali, dalle semplici t shirt di cotone organico ai cappotti di cachemire :)
Non so di dove sei, ma esistono moltissimi negozi in Italia che vendono vestiti in tessuti organici, e hanno prezzi più che ragionevoli. Un paio di esempi:
L’Isola della Moda, Milano
Altarosa, Firenze
Se ti iscrivi al sito ti diamo anche il 20% di sconto sugli acquisti, così diventa tutto ancora più economico! :)
A parte tutto, è da sfatare il mito che gli abiti ecologici siano più costosi di quelli normali. Prova a vedere semplicemente da Zara, la collezione di cotone biologico di quest’anno è assolutamente in linea con i prezzi di tutto il resto!
Ciao ciao!
Giulia