Thursday, Feb 23rd

Last update10:49:16 PM GMT

Il Greenwashing a Torino

  • PDF
Se Milano ha tenuto ultimamente la scena in tema di design eco-sostenibili, Torino si mantiene sulla stessa lunghezza d'onda, dedicando all'ambiente la mostra "Greenwashing: ambiente, pericoli, promesse e perplessità"

Ma cosa vuol dire Greenwashing? Questa parola è un neologismo che unisce il concetto di “green” (verde inteso in senso ecologico) e di “whitewashing” (dissimulare, nascondere, riabilitare) per indicare l’attuale tendenza da parte di aziende, industrie, organizzazioni politiche ad attribuirsi ingiustificatamente fasulle virtù ambientaliste per “coprire” prodotti, comportamenti, scelte in realtà affatto pro-ambiente; l’immagine positiva che così si crea è un’immagine ingannevole finalizzata a fuorviare noi consumatori e interlocutori, sulla scia della sempre maggiore presa che le tematiche ecologiche hanno sul grande pubblico. Una volta smascherato anche questo raggiro, diventa difficile affidarsi a soluzioni e promesse che risuonano da più parti, e che, in questo nostro tempo in cui anche l’urgenza ambientale sta finendo nella rete del tam-tam mediatico, sollevano perplessità e spesso un senso di impotenza; la mostra riflette allora sull’ambiente proprio in termini di “promesse e perplessità”.

La mostra, esposta presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al 18 maggio, è una collettiva che riunisce 25 artisti internazionali che offrono al pubblico opere di vario genere, il cui tema di fondo ruota attorno alle trasformazioni di energia e di materie prime. I lavori non tentano di dare risposte o di indicare comportamenti etici ed ambientalisti, per lo più propongono nuove letture ed interpretazioni di elementi a cui tutti siamo abituati (acqua, spazzatura, materiali di scarto, petrolio etc.), sovvertendo in qualche modo le nostre percezioni.

È questo che accade di fronte all’installazione di barili di petrolio che, coperti d’acqua, assumono un diverso e quasi magico aspetto; per il sistema di riscaldamento creato con caloriferi a forma di cactus collegati da tubi di rame; per la costellazione di luci che sembrano piccole lucciole e in realtà non sono altro che spie luminose di oggetti tecnologici ed elettrodomestici. Questi lavori ci spingono ad una diversa ed inedita osservazione di oggetti e meccanismi che possono acquisire persino sfumature estetiche, completamente escluse nella normale considerazione di questi elementi. Ci sono poi opere che si dedicano completamente al riciclo-riuso: come le sculture con unghie finte laccate e bottiglie di plastica trasparenti e gli assemblaggi di mobili vecchi, lampadari di cristallo e soprammobili degli anni cinquanta, innestandosi in quella “corrente” che è stata definita trash art.

Da parte sua la Fondazione organizzatrice adotta un comportamento coerente con i temi della mostra proposta e con l’intero programma espositivo dedicato quest’anno all’ambiente: l’illuminazione proviene da energia prodotta da fonti rinnovabili, i cataloghi e gli inviti sono realizzati in carta ecologica e in generale gli uffici utilizzano carta riciclata. Non solo: aderendo all’iniziativa “RAF: Reduce Art Flights”, la Fondazione ha invitato gli artisti, i galleristi e tutti coloro che ruotano attorno all’allestimento delle esposizioni a preferire l’utilizzo della nave o del treno a quello dell’aereo. Le piccole azioni sono quelle più facilmente dimostrabili e le più limpide: meglio non sbandierare soluzioni prodigiose, meglio preferire un semplice foglio di carta riciclata.

Lara Moro

Foto: Flickr e Greenwashing


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Newsletter - news, promo e sconti in anteprima

link sponsorizzati

Contattaci

  • Indirizzo: Yes.co srl
    via Fratelli di Dio 2
    20013 Magenta (Mi)
  • Tel: 0039.02.45506255
Siete qui articoli Il Greenwashing a Torino