Il progetto di recupero di alimenti invenduti, ancora idonei per il consumo, è nato nel 1998 all’interno della Facoltà di Agraria di Bologna, ad opera del professor Andrea Segrè, attualmente preside della Facoltà.
Pensate che nel solo 2007 di attività il Last Minute Market ha evitato oltre 280 tonnellate di rifiuti, offrendo 505mila pasti gratuiti ai più bisognosi, nutrendo circa 2200 persone, per un totale di 816mila euro risparmiati dalle associazioni di beneficenza.
Tra gli altri servizi offerti da Last Minute Market c’è il recupero di farmaci donati a favore di enti assistenziali, il recupero di libri stoccati nei magazzini delle case editrici e destinati al macero, la raccolta di prodotti ortofrutticoli senza sbocchi di mercato, il recupero di semente, la raccolta di beni non alimentari destinata a diventare rifiuto per semplici difetti d’imballaggio.
Alessandro Ingegno
Nata come attività di ricerca nell’ambito universitario, nel 2003 l’idea del Last Minute Market diventa un progetto imprenditoriale, grazie al finanziamento della regione Emilia Romagna e alla collaborazione del mondo imprenditoriale con la Pubblica amministrazione e le associazioni caritative, riuscendo ad attivare iniziative di recupero sia in Italia che all’estero.
Ma se il mercato a questo punto non prevede una interpretazione delle sue leggi in maniera flessibile ed intelligente ecco che interviene la mano dell’uomo, e le sue idee, per porre fine a sprechi insensati che, se proviamo a quantificare, sono un vero e proprio schiaffo alla miseria.
Questo è il bilancio del 2007 di Last Minute Market, e per il 2008 si prevede un notevole incremento grazie all’aumento delle regioni, attualmente 9, che hanno deciso di aderire all’iniziativa.
I prodotti recuperati da quattro ipermercati, sei supermercati, otto piccoli esercizi commerciali e sette scuole sono stati gratuitamente dati ad associazioni benefiche, e hanno consentito un notevole risparmio sull’acquisto e la preparazione di cibo.
Considerato che in Italia ogni giorno si buttano circa 4 mila tonnellate di cibo, secondo le stime del professor Andrea Segre "se fossero coinvolte nel progetto tutte le tipologie di vendita (cash & carry, ipermercati, supermercati e piccolo dettaglio) e se l’iniziativa si estendesse su scala nazionale, annualmente si potrebbero aiutare 620.500 persone al giorno (per i tre pasti quotidiani) per un totale di 566 milioni di pasti".
Il Last Minute Market, partendo proprio dal concetto di last minute, permette così di far godere agli ultimi, gli indigenti, di beni altrimenti a loro inaccessibili, per il solo motivo che questi arrivano per ultimi nella scala sociale, e conseguentemente nell’ordine temporale. Ma se, come dice il detto, “gli ultimi saranno i primi”, questi lo diventano realmente aiutando l’intera società a comprendere che la direzione che avevamo intrapreso era completamente sbagliata, dando l’esempio per farci comprendere che quello che in realtà si scarta è pur sempre ricchezza, così da ridurre tutti i nostri sprechi, e non solo per i beni alimentari.








