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Miami going green: la Florida sceglie la sostenibilità (o no??)

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Vivendo a Miami, ho la fortuna di vedere ogni giorno quello che accade negli States a proposito di sostenibilità ambientale, risparmio ed efficienza energetica e tutto quello che gira intorno.
Forse tra tutti gli Stati statunitensi sarebbe stato il massimo vivere in California, dove Schwarzenegger è sempre stato un governatore dal cuore green. Ma anche qui a Miami qualcosa sembra muoversi. Del resto prima o poi ci dobbiamo muovere tutti :).
Sabato pomeriggio sono stata a “Miami going Green”, la fiera della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico organizzata proprio nel parco di fronte a casa.
La fiera in sé era piuttosto piccola e minimal, niente a che vedere con le nostre Fa’ la Cosa Giusta o Terrafutura. La cosa è stata sinceramente un po’ deludente. Ma la fiera in questione, costituita da realtà locali, è stata solo una fiera parallela rispetto a “Mia Green”, la fiera sostenibile ufficiale di Miami che si terrà Giugno. Gli spunti quindi sono stati piuttosto limitati, ma qualcuno mooolto interessante.
Primo: all’interno della fiera era organizzata una postazione con una Wii solare. Un pannello solare era installato sul tetto per poter alimentare lo schermo e tutta l’attrezzatura necessaria per far funzionare la console. Con il sole della Florida dovrebbe essere tutto tappezzato di pannelli solari. (…)
Altro spunto interessante: le bottiglie di plastica riutilizzabili Clear to go. Non semplici bottiglie di plastica, ma bottiglie dotate di un filtro che purifica l’acqua del rubinetto. Qui negli States è piuttosto comune essere dotati di filtri per l’acqua, infatti i frigo hanno tutti degli erogatori di acqua e ghiaccio purificati. Ma in Italia, dove siamo ancora un po’ indietro sulla questione, una bottiglia di plastica del genere permetterebbe in primis di evitare di acquistare tante bottiglie di plastica che nei migliori dei casi vengono riciclate ma che spesso finiscono direttamente nei cestini dell’indifferenziata, e in secondo luogo, di avere un’acqua perfettamente bevibile, senza lo strano sapore di calcare dell’acqua del rubinetto.
Tra gli altri stand, ho trovato le bellissime borse Ecoist, create recuperando i cartelloni del cinema, le linguette delle lattine e le carte delle caramelle, le borse da spiaggia CUTE (Clean Up The Earth) realizzate in bambù e cristalli swarovsky (perfette per le ecofashioniste!), i detergenti WOW green, realizzati con ingredienti 100% naturali, con bellissime confezioni riutilizzabili e Green Planet Events, società che organizza eventi 100% sostenibili.

A parte la fiera di sabato in sé, ho pensato che potesse essere interessante farvi un piccolo resoconto di come si vive qui a Miami in termini di sostenibilità ambientale.
Riciclo: sono qui ormai da un paio di anni e vivo attualmente nella mia terza casa. I building in cui ho vissuto fino ad ora non concepivano neanche lontanamente la parola recycling. E se pensate che erano building da 40 piani ciascuno, e se aggiungete la quantità di rifiuti normalmente creata da un americano medio, potete immaginare la quantità di rifiuti che finivano diretti negli inceneritori. Il palazzo in cui vivo ora è dotato invece di un intelligentissimo sistema di scarico che permette di buttare i rifiuti in modo differenziato, semplicemente schiacciando dei bottoni “carta”, “plastica”, “vetro”, “alluminio” e indifferenziata. Troppo avanti e comodissimo.
Eco prodotti: sta crescendo la consapevolezza verso i prodotti green. Al supermercato si trovano moltissimi prodotti sostenibili, dai detergenti green, alle candele di soia, alle lenzuola e tovaglie in cotone organico o bambù. Tutto sembra parlare di green. E nei due anni in cui sono qui ho visto una transazione incredibile dalle borse di plastica (che negli States non si pagano) alle borse riutilizzabili, che sono direttamente i supermercati a vendere con il loro brand.
Il marketing negli States viene prima di tutto. In modo a volte persino ossessionante. Ma ritengo che in ambito green sia un’ottima cosa perché aumenta consapevolezza tra la gente, sempre sperando che i benefici dichiarati siano veri. Purtroppo qui in America le azioni di marketing sono molto poco regolate, e spesso i prodotti dichiarano caratteristiche false. Una jungla. Bisogna imparare a leggere bene le etichette.
Leggevo proprio l’altro giorno, nel 90% dei casi i prodotti green, purtroppo, sono puri casi di marketing ingannevole: greenwashing bello e buono.
Risparmio ed efficienza energetica: a Miami tutto è in costruzione. E’ una città rappresentativa al massimo della crisi finanziaria americana. Troppa offerta rispetto alla domanda, mutui erogati in modo eccessivo. Ecco che ad oggi ci si trova con 44.000 appartamenti vuoti e migliaia di persone sfrattate. A parte la non sostenibilità economica e sociale del sistema (che è evidente ormai da un po’ di tempo), i palazzi nuovi sono costruiti in modo assolutamente tradizionale. Solo un paio di palazzi sono stati certificati LEED, e per ultima l’American Airlines Arena, l’arena in cui giocano gli Heat (nba). Mi viene da pensare alla solita azione di marketing, ma alla fine.. ben venga. Alla fine nel palazzetto si consuma meno energia e c’è bisogno di meno aria condizionata per climatizzare le partite. Mancano i pannelli solari, che sono una cosa abbastanza poco usata qui negli States. Assurdo, se penso al sole della Florida.
Mobilità sostenibile: moltissime le auto ibride in circolazione e i modelli in vendita. Inoltre si trovano i biocarburanti in moltissime stazioni di servizio.
Per ultimo, la moda ecologica: molti designer professano collezioni ecologiche ed utilizzo di materiali ecocopatibili. Semplicissimo trovare dei vestiti ecologici, a cui non manca certo il design. American Apparel, ShoeSource, Zara, Express sono alcuni franchising che offrono vestiti ecologici, ma l’iniziativa maggiore resta in mano ai designer.

Insomma, su molte cose l’Italia ha ancora da imparare, ma su altre vi invito ad essere fieri di essere italiani. Perché se se viaggia un po’ si scopre che non sempre gli altri paesi sono davanti a noi. Io con il cuore e lo spirito green resterò sempre italiana :).
Vi invito a raccontarci le esperienze green che avete vissuto in giro per il mondo!

Giulia

 

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