Si tratta decisamente di una svolta storica per il rispetto dell’ambiente, per le riduzioni delle emissioni oltre che per l’innovazione. La nave cargo è stata progettata dalla Nippon Yusen K.K., la più grande azienda di trasporti marittimi giapponesi, in collaborazione con l’azienda di distribuzione energetica Nippon Oil Corp., ed ha preso il largo per la prima volta partendo dalla città di Kobe.
Il momento è storico perché i trasporti via mare sono stimati essere responsabili del 4,5% delle emissioni mondiali di gas nocivi, quindi causa dell’effetto serra. Le industrie delle imbarcazioni di tutto il mondo sono state infatti messe sotto pressione, da associazioni e governi, per ridurre la loro dipendenza dalle energie fossili.
A chi non è mai venuta la nausea guardando quei densi fumi neri fuoriuscire dalle enormi ciminiere delle navi, e non a causa del mal di mare?
L’energia rinnovabile ricavata dal sole servirà ad alimentare le luci, le cabine dell’equipaggio e gli altri ambienti in cui si svolge la vita di bordo. Si stima in questo modo un risparmio sul carburante del 6,5%.
Il sistema così sviluppato dovrebbe poi influire notevolmente sull'emissione del diossido di carbonio per un valore del 2%, pari a circa 20 tonnellate per anno, come confermato da Hideyuki Dohi, general manager del dipartimento di sviluppo e ricerca energetica della Nippon Oil Corp.
Il progetto della Auruga Leader si inserisce perfettamente nel quadro di investimento e sviluppo trainato dal Governo giapponese per l'ampliamento degli applicativi sviluppati per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Un tema che sta attirando l'attenzione di molte aziende interessate ad investire sia in progetti interni che in mercati esterni, usufruendo di un clima favorevole alla sperimentazione e dell'accesso ad un piano d'agevolazione e finanziamento pubblico.
Il Giappone è già da tempo il secondo Stato al mondo per sfruttamento dell’energia rinnovabile solare, per la sua grande quantità di dispositivi installati. Questo perché il Giappone, essendo un isola, punta a eliminare completamente la sua dipendenza dal petrolio straniero, aumentando di anno in anno l’efficienza del proprio “parco pannelli solari”. Sarà possibile in un futuro, più prossimo di quanto crediamo, far navigare i cargo esclusivamente con energie rinnovabili?
Alessandro Ingegno





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