Yes.life è il web magazine di sostenibilità ambientale che diffonde stili di vita sostenibili e gioiosi, promuovendo l’efficienza e il risparmio energetico, grazie all’utilizzo di fonti d’energia rinnovabili.
Nuovo anno significa nuovi propositi, rigorosamente green!! Ecco a voi tante idee per trascorrere il nuovo anno all’insegna dell’ecosostenibilità. Restate sempre sintonizzati e non dimenticatevi di consultare il calendario di Yes.life!
Sonia Scommegna
Meravigliose principesse, nobili signori, ragazzi ritratti sulle fotografie dei nostri genitori, divi del grande schermo d’altri tempi… Chi di noi, almeno una volta, non ha sognato di interpretare una di queste affascinanti figure del passato, di abitarne i palazzi, di toccarne gli oggetti e di indossarne i panni?
Oggi, fare tutto questo, è possibile. Come?
Andando alla ricerca di abiti vintage.
Di cosa si tratta?
Dell’esatto contrario dell’usa e getta, ovvero di riciclare vestiti e accessori ancora in buono stato, sistemandoli in modo da dar loro nuova forma e nuovo splendore per essere comunque al passo con i tempi.
Per alcuni è un vero e proprio stile di vita quello di scegliere di riutilizzare vecchi abiti d’annata, ripescati dagli armadi di casa propria o di parenti, scambiati con amici e ricercati accuratamente tra i mercatini dell’usato.
Il fenomeno del vintage, negli ultimi anni, è in forte crescita in Italia. Secondo un’analisi della Camera di Commercio di Milano, il settore dell’usato è infatti cresciuto del 35% in quattro anni, con quasi 900 nuove insegne, per un totale di 3440 imprese attive tra abbigliamento, arredo e libri.
In particolare, negli ultimi tempi, spopola la tendenza «all’abito che visse due volte», un po’ per moda e un po’ per risparmio - energetico e monetario -, e con lui cresce il fenomeno del vintage.
Vestire vintage, dunque, è anche una scelta ecologica, in quanto consente di ridurre il consumo energetico, evitando di impiegare tutta l’energia necessaria per creare un abito ex novo (ed evitando quindi ulteriori emissioni di co2).
Ma dove possiamo comprare abiti vintage?
Ravenna
Tra i marchi storici del vintage italiano c’è A.N.G.E.L.O, con un palazzo di tre piani nel centro di Lugo di Ravenna, in cui si trova anche l’unico museo permanente dedicato alla storia della moda.
«La volontà di riutilizzare abiti già appartenuti a chissà chi altro in altre differenti esperienze di vita – per Angelo Caroli e Mario Gulmanelli, fondatori del brand - si unisce al valore e al fascino di pezzi unici, da rielaborare attraverso il nuovo utilizzo secondo il proprio stile». Per loro, ma non solo, il mercato del "second hand" è molto più «uno stile che una moda, perchè fatto anche di emozioni, ricordi, cultura e storia».
Se non potete andare sul posto, potete fare i vostri acquisti anche online sul sito www.angelo.it.
Firenze
Qualcosa di molto più underground, invece, si può trovare a Firenze, nel negozio Be-Have di Via Ghibellina. Sempre a Firenze, nella bottega-atelier Campai di Via dei Pilastri, si trovano le sorelle californiane Faith e Justina Blakeney fondatrici del marchio Compai e note in seguito alla loro collaborazione con Fiorucci, con vestiti e accessori vintage, linee abiti riciclati e oggetti di culto degli anni ’50,’60 e ’70.
E’ da notare che, nel capoluogo toscano, il mondo dell’usato è cresciuto di quasi il 40% in soli 4 anni e sul sito di Firenze Etica si possono trovare alcuni negozi del settore.
Bologna
Per gli amanti delle mode straniere, a Bologna, al Vintage Art, si può trovare abbigliamento americano ed europeo, firmato e non, dagli anni ’50 agli anni’80.
...Ma non finisce qui! Volete scoprire altri gioielli nascosti della moda vintage? Tornate domani per la seconda puntata!
Leggi la seconda parte dell’articolo
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