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Nuovo anno significa nuovi propositi, rigorosamente green!! Ecco a voi tante idee per trascorrere il nuovo anno all’insegna dell’ecosostenibilità. Restate sempre sintonizzati e non dimenticatevi di consultare il calendario di Yes.life!
Sonia Scommegna
In Francia si è svolta la 24esima edizione della Shell Eco Marathon, la sfida all’efficienza dei carburanti. Ragazzi universitari e studenti di tutto il mondo si sono sfidati creando dei veri e propri gioielli. E se ci sono riusciti loro, ci viene spontanea la domanda: perchè l’idrogeno tarda così tanto ad entrare nel mercato?
Torna quindi la Shell Eco Marathon, nata nel lontano 1984.
Guardate il momento della partenza!!
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Trovo l’Eco Shell Marathon un evento importantissimo, che crea consapevolezza sul risparmio energetico e ci aiuta a comprendere qualcosa in più sulle tecnologie che ci aspettano in ambito automobilistico.
Ah il potere della tecnologia e della ricerca! Se dei ragazzi delle università sono riusciti a creare delle auto così energeticamente efficienti, mi chiedo cosa stiano aspettano là fuori, nel mondo vero.
Se penso che in Italia, per trovare sul mercato una macchina ibrida (figuriamoci una ad idrogeno), efficiente e pulita, ci sia la necessità di informarsi, cercare, chiedere, trovare sul mercato solo 3 tipi di macchina, cedere sui propri gusti personali e finalmente acquistare (ad almeno 6.000 euro in più rispetto al modello tradizionale a benzina), mi viene da dire, cosa stanno aspettando tutti quanti?
Nel mondo dell’auto e dell’energia appare definitivamente acquisita la convinzione che il combustibile del futuro sia l’idrogeno. Su questo paiono essere tutti d’accordo. Quello che nella situazione attuale non torna, però, è la lentezza con cui l’idrogeno avanza verso il mercato, una lentezza che contrasta con la velocità con la quale vengono sviluppati e lanciati nuovi modelli di auto e addirittura nuovi tipi di benzine e gasoli, appena un po’ migliorati rispetto alla generazione precedente.
Il mondo della ricerca, che traccia strade percorribili per la soluzione dei problemi principali (accumulo dell’idrogeno e produzione del combustibile da risorse non petrolifere) insieme al grande pubblico, che indica ad ogni occasione di volere ormai auto di una nuova concezione, danno un forte segnale di interesse e di fattibilità verso un futuro più pulito.
Ma le case automobilistiche e le compagnie petrolifere sembrano non cogliere il messaggio. L’auto ibrida, il metano ed i biocombustibili sono puntelli che possono sorreggere il cammino dell’auto e dell’industria dei combustibili nei prossimi anni, ma immediatamente oltre serve una soluzione che risolva definitivamente il problema.
I prototipi a idrogeno prodotti da Bmw, Fiat, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Mercedes, Toyota provati su strada in questi anni dicono che quella soluzione è l’idrogeno e che occorre passare dai primi prototipi a primi prodotti. E lo stesso dicono studi, proiezioni di mercato ed addirittura campagne pubblicitarie planetarie di giganti del petrolio come BP, Shell, ExxonMobil, ChevronTexaco e Total.
Così come lo dice una gara come l’Eco Shell Marathon, che si svolge ormai dal lontano 1984 tutti gli anni.
Ma il tempo degli annunci è finito. E’ ora di mettersi sul serio ad investire nelle nuove tecnologie, non trovare palliativi.
Se dei ragazzi universitari sono riusciti, sicuramente con un budget minimo, a creare delle macchine così efficienti, qualche dubbio mi viene sugli interessi che girano nel mondo del petrolio...
Possibile che ci siano interessi più importanti rispetto al nostro futuro e a quello delle nuove generazioni?
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