Torna quindi la Shell Eco Marathon, nata nel lontano 1984.
Guardate il momento della partenza!!
L’edizione 2008 della Shell Eco-marathon ha visto la partecipazione di 200 team, composti da studenti di Istituti Tecnici e Università provenienti da tutto il mondo. In totale hanno partecipato 25 paesi, ovvero il 25% in più rispetto allo scorso anno.
Per l’Italia in particolare sono stati scelti 8 team.
Le categorie di mezzi che hanno partecipato alla gara sono stati due: Prototipi ed UrbanConcept.
I primi sono i veicoli nati dalla creatività degli studenti che hanno un aspetto futuristico mirato ad ottenere il massimo in termini di efficienza.
I secondi sono creati con criteri più convenzionali e quindi tendono ad assomigliare di più alle più automobili di serie.
Le categorie di carburante ammesse sono state benzina, diesel, LPG e fonti energetiche alternative, come ad esempio idrogeno, GTL (gas naturale con il metodo Fischer-Tropsch) ed energia solare.
Inutile dire che la pista si è riempita di bizzarri veicoli dalle forme più aerodinamiche possibili, sui quali erano installati pannelli solari, propulsori ad idrogeno o motori alimentati da innovativi carburanti alternativi.
Per quanto riguarda gli italiani, evidenziamo due casi in particolare: il prototipo dei ragazzi dell’istituto di tecnica industriale Bucci di Faenza, era mosso da un diesel sintetico, ricavato dal metano anziché dal petrolio; gli studenti del liceo Ferrari di Maranello, invece, si sono affidati alle fuell cell, realizzando un veicolo capace di percorre, secondo quanto affermato con entusiasmo, «60 km con un bicchiere d’acqua».
Alla fine la gara se l’è aggiudicata il team del liceo francese La Joliverie, grazie ad uno stranissimo prototipo capace di percorrere addirittura 3.382 km con un litro di benzina.
................................................................................................................................................................
Trovo l’Eco Shell Marathon un evento importantissimo, che crea consapevolezza sul risparmio energetico e ci aiuta a comprendere qualcosa in più sulle tecnologie che ci aspettano in ambito automobilistico.
Ah il potere della tecnologia e della ricerca! Se dei ragazzi delle università sono riusciti a creare delle auto così energeticamente efficienti, mi chiedo cosa stiano aspettano là fuori, nel mondo vero.
Se penso che in Italia, per trovare sul mercato una macchina ibrida (figuriamoci una ad idrogeno), efficiente e pulita, ci sia la necessità di informarsi, cercare, chiedere, trovare sul mercato solo 3 tipi di macchina, cedere sui propri gusti personali e finalmente acquistare (ad almeno 6.000 euro in più rispetto al modello tradizionale a benzina), mi viene da dire, cosa stanno aspettando tutti quanti?
Nel mondo dell’auto e dell’energia appare definitivamente acquisita la convinzione che il combustibile del futuro sia l’idrogeno. Su questo paiono essere tutti d’accordo. Quello che nella situazione attuale non torna, però, è la lentezza con cui l’idrogeno avanza verso il mercato, una lentezza che contrasta con la velocità con la quale vengono sviluppati e lanciati nuovi modelli di auto e addirittura nuovi tipi di benzine e gasoli, appena un po’ migliorati rispetto alla generazione precedente.
Il mondo della ricerca, che traccia strade percorribili per la soluzione dei problemi principali (accumulo dell’idrogeno e produzione del combustibile da risorse non petrolifere) insieme al grande pubblico, che indica ad ogni occasione di volere ormai auto di una nuova concezione, danno un forte segnale di interesse e di fattibilità verso un futuro più pulito.
Ma le case automobilistiche e le compagnie petrolifere sembrano non cogliere il messaggio. L’auto ibrida, il metano ed i biocombustibili sono puntelli che possono sorreggere il cammino dell’auto e dell’industria dei combustibili nei prossimi anni, ma immediatamente oltre serve una soluzione che risolva definitivamente il problema.
I prototipi a idrogeno prodotti da Bmw, Fiat, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Mercedes, Toyota provati su strada in questi anni dicono che quella soluzione è l’idrogeno e che occorre passare dai primi prototipi a primi prodotti. E lo stesso dicono studi, proiezioni di mercato ed addirittura campagne pubblicitarie planetarie di giganti del petrolio come BP, Shell, ExxonMobil, ChevronTexaco e Total.
Così come lo dice una gara come l’Eco Shell Marathon, che si svolge ormai dal lontano 1984 tutti gli anni.
Ma il tempo degli annunci è finito. E’ ora di mettersi sul serio ad investire nelle nuove tecnologie, non trovare palliativi.
Se dei ragazzi universitari sono riusciti, sicuramente con un budget minimo, a creare delle macchine così efficienti, qualche dubbio mi viene sugli interessi che girano nel mondo del petrolio...
Possibile che ci siano interessi più importanti rispetto al nostro futuro e a quello delle nuove generazioni?





I PIU' LETTI