Si tratta di appuntamenti dedicati a diverse aree del mondo e ai suoi abitanti.
Momenti davvero imperdibili, occasioni uniche per scoprire storie di chi vive realtà diversissime dalla nostra, ma che molto spesso ci è accanto senza che ce ne accorgiamo.
Documentari che possono, dunque, farci riflettere e possono diventare input per approfondire le nostre conoscenze sulle condizioni di vita negli altri Paesi del Mondo e su chi quei luoghi è costretto ad abbandonarli nel tentativo di sopravvivere.
Le proiezioni – tutte a ingresso libero – si terranno a Torino presso il Punto Verde ARCIpelago e l’inizio è alle ore 21.30. Altre informazioni sono reperibili su Fieri.it
E’ la prima volta che in Italia viene presentata una rassegna dedicata all’arte contemporanea turca e la visita a Save As può essere un ottimo motivo per conoscere questa cultura emergente e vivace.
Della figura femminile si occupa, ma in modo diverso, anche la minirassegna cinematografica dedicata al cinema turco, che si svolge in contemporanea con Save As. Il prossimo appuntamento è per sabato 12 luglio alle 21.30 con il film “La sposa turca” di Fatih Akin.
Il regista, mettendo in luce le contraddizioni di Istanbul, cerca la rinascita nell'autodistruzione e nel bisogno di vita dei suoi protagonisti, offrendo ad essi un'occasione per riscattare le proprie scelte e per cambiare idea su se stessi e sugli altri. Ma l’esposizione Save As si spinge anche oltre, attraversando l’intimità degli artisti, il loro mondo interiore, i contesti sociali in cui si trovano ad agire, unendo dinamismo e sperimentazione. Una Turchia tutta da scoprire, insomma, non solo attraverso vacanze in cerca di spiagge da sogno e luoghi esotici in cui i templi antichi si mischiano alla vita mondana dei locali notturni, ma anche seguendo l’evoluzione della società attraverso le opere d’arte.
La Turchia vi aspetta, dunque, alla Triennale Bovisa (Via Lambruschini 31, Milano) dal martedì alla domenica dalle 11 alle 23 (ingresso: 8/6/5 euro). Per informazioni: triennale.it
- Lunedì 7 luglio: “Alimentation General” di Chantal Briet, un film documentario sulla realtà delle banlieu parigine.
- Lunedì 21 luglio: “Lost boys of Sudan” di Megan Mylan e Jon Shenk. Il film segue due giovani rifugiati sudanesi in uno straordinario viaggio dall’Africa agli Stati Uniti.
- Mercoledì 30 luglio: “Denadie” di Tin Dirdamal. Al centro del documentario è la storia di una donna messicana che lascia la famiglia per tentare di varcare il confine con gli Stati Uniti.
- Lunedì 4 e Mercoledì 6 agosto: “The last peasants” di Angus Macqueen. In primo piano la vita di alcune famiglie di un piccolo villaggio rumeno, i cui membri hanno scelto la strada dell’immigrazione clandestina in Europa.
Persone e territori accomunati spesso da destini infelici in cerca di riscatto, del sogno di una vita migliore possibile, che si raccontano, diventando protagonisti con il loro punto di vista e non più figure distorte, osservate dalla nostra ristretta visione.
Con questa rassegna viene offerta la possibilità di scoprire gli altri, di interessarci di loro, di comprendere un po’ meglio le situazioni che portano i popoli a migrare e magari imparare a guardare con occhi diversi quelle vicende che si consumano tutti i giorni ai margini delle nostre vite splendenti, nel caos delle periferie delle nostre città trafficate e, perché no, essere un po’ più consapevoli delle vicende che ruotano intorno a scelte come quelle che hanno compiuto anche coloro che sono immigrati nel nostro Paese.
Tutti i documentari vengono proiettati in lingua originale con i sottotitoli in italiano.
Un’occasione, quindi, anche per ripassare un po’ di lingue straniere, che non fa mai male!
Non mancate!
Istanbul e la Turchia, per la loro posizione geografica, sono state, infatti, da sempre crocevia di diverse culture e la mostra vuole essere uno spaccato di queste tendenze, con l’obiettivo di instaurare un dialogo tra le varie ricerche artistiche, creando una piattaforma che connetta opere e artisti che condividono radici culturali, storiche, politiche, ma anche pensieri, ansie e paure.
Tema importante, su cui è giusto porre l’accento perché, nonostante il passare dei secoli, per molte donne i diritti individuali e civili sono ancora una meta da raggiungere e, sollevare il problema anche attraverso l’arte, è sicuramente un modo utile di mantenere accesa l’attenzione.
Chissà che dopo aver incontrato un po’ di Turchia a Save As, anche noi possiamo incominciare a cambiare idea sugli “altri” e riuscire ad avvicinarci al loro mondo un po’ più preparati e informati.





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