Queste piattaforme di pattume nel centro dell’oceano si sono create attraverso gli scarichi fluviali, i rifiuti prodotti da piattaforme petrolifere, navi e scarichi abusivi. E i rifiuti sono confluite in queste due zone a causa del movimento delle correnti marine. L’intensità delle correnti marine diminuisce a mano a mano che le spirali e i vortici creati dalla circolazione atmosferica procedono verso il centro, dove la turbolenza risulta pressoché nulla. Ebbene, nel cuore di questa spirale oceanica i materiali plastici dispersi si aggregano a tal punto da formare immense isole di plastica.
L’impatto ambientale è tale da far parlare di catastrofe ecologica, le cui vittime sono uccelli marini, balene, delfini e tartarughe che muoiono a causa dall’ingestione di piccoli frammenti di polietilene. Ciò avviene poichè il sole fotodegrada la plastica riducendola in polimeri altamente tossici che si mischiano subdolamente al plancton.
Anche il Mediterraneo troviamo quantità enormi di rifiuti raggruppate in “correnti di plastica”: la prima è situate fra Cagliari e le Isole Egadi e l’altra tra La Spezia e l’Arcipelago Toscano.
Per vedere l’animazione del vortice d’immondizia andate sul sito di Greenpeace.
Inultile dirvi di fare la raccolta differenziata!!





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