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Vuole un sacchetto? No grazie!

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Quante volte abbiamo realmente bisogno di utilizzare una busta di plastica? Perché il sacchetto è considerato un oggetto così indispensabile dai consumatori? Perchè non riusciamo ad orientarci verso consumi più responsabili e consapevoli, utilizzando sacchetti di tela?
Il suo peso ultraleggero, la possibilità di acquistarla a basso prezzo o addirittura gratis, la sua capacità di essere resistente all’acqua e quindi proteggere i nostri acquisti dalla pioggia sono le caratteristiche che hanno fatto di questo oggetto una presenza immancabile della nostra spesa.
Se il suo tempo di uso medio è stimato sia di circa 20 minuti, una busta di plastica può richiedere un periodo da 400 a circa 1000 anni prima di essere completamente riassorbita dall’ambiente a causa dei combustibili fossili che la compongono – quindi prodotta con risorse non sostenibili.
Nel mondo è riciclato solo lo tra l’1 e il 3 percento delle buste di plastica usate ogni anno, causando un conseguente notevole danno ambientale e un altissimo spreco di energia.

Come può essere invertita questa rotta? Come possiamo orientarci verso il risparmio energetico e la tutela dell'ambiente? Interventi governativi e l’educazione dei consumatori e/o venditori consistono in soluzioni effettive.
Lo Stato dell’Australia Meridionale (con capitale Adelaide) ha dichiarato che proibirà le buste di plastica nel prossimo gennaio, mentre gli Stati di Victoria (Melbourne), Australia Occidentale (Perth) e l’Australian Capital Territory (Canberra) stanno già pensando e programmando l’utilizzo di imposte sull’uso delle buste di plastica.
Le dichiarazioni del Ministro Federale dell’Ambiente Australiano Peter Garrett riguardanti la non implementazione di imposte sulle buste di plastica, quindi un mancato accordo a livello nazionale riguardante questa problematica, hanno portato l’Australia Meridionale ad assumere questo forte atteggiamento autonomo.
I supermercati sono di gran misura i maggiori contribuenti alla distribuzione delle buste di plastica; in alcune filiali di tre grandi catene di supermercati nello Stato di Victoria (Coles, Safeway and IGA), da Agosto verrà testata per un mese una tassa che prevede il pagamento da parte dei consumatori di 10cent Australiani (circa 0.06 €) per busta. I soldi ricavati saranno re-impiegati in progetti riguardanti l’ambiente e l’educazione della comunità.

Nel marzo 2002 in Irlanda è stata istituita una tassa di 0.15 € per busta di plastica che ha portato ad una riduzione del loro uso del 95 percento. Anche in Inghilterra si stanno facendo passi avanti: un esempio su tutti, la cittadina di Modbury, nel sud della Gran Bretagna, è stata la prima comunità british a bandire interamente l'uso di sacchetti di plastica. Qui in fianco potete vedere il documentario effettuato proprio dagli attivisi di questo paesino.
Normalmente nel nostro paese una busta per la spesa ha il costo di soli 0.05 €; considerando un consumo medio di circa 300 buste all’anno (supponendo la media italiana simile a quella di altri paesi sviluppati), il costo totale da esse rappresentate è di circa 15€ annui a persona.
Pensate che con la stessa cifra potrebbero essere comprati almeno 3-4 sacchetti di tela, che non solo risulterebbero molto più resistenti quando trasportate la vostra spesa, ma durerebbero per vari anni.
...E ora pensate se fosse lo stesso negozio o supermercato a regalarvi il sacchetto di tela, vedendolo come una ghiotta opportunità di marketing, quando voi utilizzerete il vostro sacchetto con il loro logo per altre attività come ad esempio andare in spiaggia. In America ci hanno già pensato!

Allora, cosa farete domani quando andrete a fare la vostra spesa?

Andrea Cinquina

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