
La ricerca sui sistemi di accumulo d'energia fa passi avanti, verso una sempre maggiore efficienza energetica soprattutto per l'energia prodotta da fonti rinnovabili
Quale sarà il futuro del nostro paese dal punto di vista energetico? Nello specifico, quali potrebbero essere gli scenari tecnologici che garantiranno una maggiore funzionalità e un minor spreco di energia prodotta da fonti rinnovabili? E ancora, qual'è il ruolo dei maggiori centri di ricerca italiani, a che punto sono gli studi?
L'Enea (Agenzia Nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile), presentando a Roma nei giorni scorso il risultato di tre anni di studi in materia di accumulo energetico, sta cercando di fornire una risposta a qualcuno di questi interrogativi.
Come ha precisato il Commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, "per ottenere una maggiore diversificazione delle fonti di energia con un più ampio utilizzo delle rinnovabili, che per loro natura sono discontinue, è necessario sviluppare idonei sistemi di accumulo elettrico.
I sistemi di accumulo energetico, come le batterie al litio e i supercondensatori, sono tra le tecnologie che offrono le maggiori opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica e che possono contribuire a contrastare le problematiche ambientali legate al settore energetico. Le attività di ricerca dall’Enea in questo settore, condotte nell’ambito dell’Accordo di Programma con il Ministero dello Sviluppo Economico per la ‘Ricerca di Sistema elettrico’ si pongono gli obiettivi di favorire una diffusione capillare delle fonti rinnovabili nel nostro Paese e di sviluppare un sistema elettrico nazionale basato su smart grids”.
In cosa possono aiutarci i sistemi di accumulo d'energia? Il campo d'azione, che prevede un impegno di spesa complessivo dell’ordine dei 2 milioni di euro, punta in particolar modo in due direzioni: verso i sistemi stazionari applicabili alle reti elettriche per svolgere funzioni di regolazione e miglioramento dell’efficienza energetica, soprattutto in abbinamento con le fonti rinnovabili, e verso il settore della mobilità sostenibile, e quindi sistemi di accumulo energetico per la trazione elettrica stradale, in particolare per le auto elettriche e per i veicoli ibridi.
L'obiettivo? Sviluppare quindi delle batterie al litio, per favorire il necessario trasferimento tecnologico, per innovare il sistema produttivo italiano in questo settore e per dare una maggiore competitività al nostro mercato rispetto alla concorrenza internazionale. E' un passo avanti, è una tecnologia che senza dubbio permetterà di ridurre lo spreco di energia in eccesso alzando la competitività del già discreto prodotto italiano in Europa e nel resto del mondo.
Viene da chiedersi però se tutto ciò sia sufficiente, se per affrontare seriamente questo tipo di progetti non sia prima necessario un graduale, ma quanto mai importante, distacco da ogni tipo di dipendenza da fonti fossili. Quest'ultime rappresentano ormai l'ultimo scoglio, dopo il rifiuto (ormai quasi di portata internazionale) della tecnologia nucleare, per arrivare ad un mondo totalmente in mano a fonti energetiche pulite, sicure, economiche e soprattutto rinnovabili in eterno.
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