
Per chi è appena rientrato dalle vacanze, un "riassunto" delle principali notizie a tema ambientale delle ultime settimane
L'ambiente, si sa, non va mai in vacanza. Se siete tra i fortunati che si sono goduti un periodo di meritato riposo al mare o in montagna e vi siete persi gli ultimi salienti avvenimenti, ecco una rapida panoramica delle principali notizie ambientali delle ultime settimane.
Amazzonia: deforestazione da record
Brutte notizie, sul fronte della conservazione della foresta amazzonica, già vessata da una forte siccità per tutto il 2010. Nel periodo compreso tra luglio 2010 e luglio 2011 sono stati oltre 2.600 (per la precisione, 2.654) i chilometri quadrati di superficie forestale persa in America Latina, con un aumento del 15% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il primato più triste spetto allo stato del Mato Grosso, che lo scorso aprile è stato oggetto del 95% della deforestazione, causata soprattutto dall'allevamento bovino e dalla coltivazione della soia.
Uragano Irene, gli Usa contano i danni
Alla fine, per fortuna, la temuta furia degli elementi ha risparmiato la Grande Mela quasi del tutto, tanto da far chiedere a molti se le misure messe in campo dal sindaco newyorkese Bloomberg non siano state eccessivamente prudenti. È nel resto dello stato e in altre aree degli Usa che l'uragano Irene non ha fatto sconti, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione che ha sfiorato addirittura la costa atlantica del Canada. Come scrivevamo ieri, in attesa del nuovo uragano Katia, il bilancio provvisorio che si lascia dietro Irene parla di quarantasei morti in almeno undici stati della Federazione, mentre non si contano i danni. Solo negli Stati di New York e del New Jersey, un milione e mezzo di persone sono rimaste senza elettricità per diversi giorni, mentre il Vermont si trova a fronteggiare la peggiore inondazione della sua storia. Che Irene sia stato davvero “l'uragano del secolo”, come è stato ribattezzato dalla stampa americana, è difficile dirlo. Di certo, però, ha riaperto con prepotenza il dibattito sugli equilibri climatici e sulle conseguenze del global warming.
Scozia, grave fuoriuscita di petrolio da una piattaforma Shell
Dopo la marea nera nel Golfo del Messico, è il Mare del Nord, questa volta, a fare i conti con l'ennesimo disastro petrolifero che rischia di mettere in serio pericolo la salute del fragile ecosistema costiero. Almeno due falle si sono aperte nella piattaforma Gannet Alpha della Shell, ancorata a 180 chilometri da Aberdeen. Si tratta del più grave incidente avvenuto lungo la costa orientale della Scozia da 10 anni a questa parte, che ha già causato la fuoriuscita di oltre di 200 tonnellate di greggio. Il colosso petrolifero che gestisce la piattaforma ha ammesso di non essere ancora riuscito a localizzare con precisione la perdita, a causa della fitta vegetazione sottomarina presente nella zona interessata. Squadre di sommozzatori, comunque, sono al lavoro per tentare di individuare la falla. Intanto si teme per le conseguenze che la fuoriuscita di petrolio potrebbe determinare sulla fauna, sulla flora e sui fondali.
Settimana Mondiale dell'Acqua, esperti riuniti a Stoccolma
Migliaia di esperti provenienti da oltre 140 paesi e più di 200 organizzazioni internazionali si sono riuniti a Stoccolma in occasione della Settimana Mondiale dell'Acqua, promossa dallo Stockholm International Water Institute. Secondo gli studiosi, sarà proprio “l'oro liquido” a rappresentare, nei prossimi decenni, l'elemento cruciale per lo sviluppo dell'umanità. Entro il 2050, in particolare, occorrerà almeno il doppio dell'acqua potabile utilizzata oggi per soddisfare le esigenze della popolazione mondiale, che secondo i demografi avrà ormai raggiunti i nove miliardi di abitanti. Per questo gli esperti radunati nella capitale svedese hanno messo a punto una roadmap per rendere l'accesso all'acqua meno difficoltoso e più equo.
Corno d'Africa, 12 milioni di persone colpite dalla carestia
Sono almeno 12 milioni le persone colpite dalla carestia che da mesi sta affamando il Corno d'Africa, a cominciare dalla Somalia, dove oltre 3 milioni e mezzo di abitanti fanno i conti con la fame. Secondo la Fao, che si è riunita nella sua sede romana per individuare le possibili soluzioni, servirebbero circa 1,6 miliardi di dollari per aiutare le popolazioni colpite. Un primo stanziamento di 500 milioni arriverà dalla Banca Mondiale, mentre altri 100 sono già stati stanziati dai Paesi europei. L'obiettivo a lungo termine delle Nazioni Unite, comunque, è quello di sostenere l'agricoltura in Africa orientale e favorire gli investimenti nel settore.
Giappone: a Fukushima contaminazione da cesio più grave che a Chernobyl
La concentrazione di cesio 137 nell'area intorno alla centrale nucleare di Fukushima ha raggiunto livelli superiori a quelli che determinarono l'evacuazione forzata dei dintorni di Chernobyl. Lo rivelano le analisi condotte dal Ministero della Scienza giapponese, che ha esaminato il grado di contaminazione del suolo in un raggio di 20 chilometri intorno al reattore danneggiato dallo tsunami della scorsa primavera. I contatori geiger hanno segnalato la presenza di oltre 1,48 milioni di Becquerel per metro quadro di cesio radioattivo, la soglia che nel 1986 fece scattare l'evacuazione massiccia in Ucraina. Per questo Greenpeace ha chiesto al neoeletto premier nipponico Yoshihiko Noda di rimandare l’apertura delle scuole nella città di Fukushima. La Tepco, l'azienda che gestisce l'impianto nucleare, intanto, nega che gli alti livelli di radioattività siano da mettere in relazione con la morte per leucemia acuta, avvenuta nei giorni scorsi, di uno degli operai che ha lavorato alla messa in sicurezza della centrale.
Silvana Santo








