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Apre a Parigi la più grande fattoria urbana del mondo




A Parigi, nella periferia Sud-Ovest, 14 metri quadrati di tetto sopra un complesso culturale sono stati trasformati nella più grande fattoria urbana del mondo e nel tetto più verde d’Europa.

Non è il solo: dal 2015, il governo francese ha approvato una legge che impone a tutti i nuovi tetti commerciali una copertura di vegetazione o di pannelli solari. Anche se gli attivisti si aspettavano molto altro, l’imposizione ha avuto un impatto notevole, con tanti tetti verdi e pannelli solari apparsi in Francia. Partito qualche anno prima dalla Germania, il movimento “tetto verde” in Francia ha superato di gran lunga quello tedesco.

Il rispetto verso l’ambiente che offrono i tetti verdi è offerto dall’edificio stesso, il quale diventa più efficiente dal punto di vista energetico. In che modo? Durante l’estate si raffredda autonomamente, mentre in inverno la richiesta di energia è inferiore. Inoltre, i tetti verdi vengono utilizzati dagli uccelli per nidificare, migliorando in questo modo la biodiversità di un’intera città, e trattengono maggiori quantità di acqua piovana, riducendo così il deflusso nelle strade cittadine sottostanti.




L’amministrazione di Parigi ha preso molto a cuore la sfida di rendere verdi gli edifici. Anne Hidalgo, sindaco dal 2014, ha promesso che entro il 2020 ci saranno circa 100 ettari di tetti verdi in tutta la città. Il centro commerciale Beaugrenelle è stato uno dei primi a creare un prato di 7.000 metri quadrati nel 2014.

Le iniziative avviate sono altre, con lo scopo di trasformare in habitat verdi gli angoli più nascosti e sottoutilizzati. All’interno del progetto “Parisculteurs” promosso dal sindaco, è prevista la creazione di una passeggiata agricola a Barbès e un garage sotterraneo in disuso nel centro di Parigi, La Caverne, in cui attualmente sono stati coltivati indivie e funghi. Ma è solo l’inizio: l’obiettivo è quello di offrire prodotti biologici freschi alla popolazione parigina provenienti da fattorie poste all’interno dei confini cittadini e mediante l’utilizzo di container, edifici in disuso e siti sotterranei.




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