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Biocarburanti: fiori e alghe sostituiranno il petrolio!

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Robert Laughlin, premio Nobel per la fisica, sostiene che saranno fiori ed alghe ad alimentare l'era post-petrolio: ne otteremo dei nuovi biocarburanti

Cosa accadrà quando il petrolio e gli altri combustibili fossili non saranno più disponibili? Dovremo rinunciare definitivamente alle nostre abitudini, oppure riusciremo a trovare un'alternativa praticabile?
Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere il fisico americano Robert Laughlin, premio Nobel nel 1998, nel suo nuovo saggio Powering the Future (Basic Books, 2011). Con un approccio squisitamente fisico, lo scienziato sostiene che non potremo basarci, per le nostre esigenze energetiche, soltanto sull'energia solare, seppure supportata ancora dall'atomo. Neanche la nuova tecnologia dell'idrogeno, sostiene Laughlin, potrà sostituirsi in tempi rapidi ai carburanti fossili.
La “salvezza”, per così dire, potrebbe invece arrivare dai nuovi biocombustibili di origine vegetale. «Sul nostro pianeta le piante hanno sequestrato CO2 dall'aria per milioni di anni, in quest'attività loro sono professionisti, noi siamo dilettanti. Perciò non ho dubbi: la risposta sarà l'agricoltura – ha dichiarato il fisico in una recente intervista a Repubblica - Quando sarà finito l'ultimo giacimento di energia fossile, la nuova fonte sarà l'agricoltura, non qualche tecnologia da inventare».
I biocarburanti, in effetti, sono conosciuti e utilizzati già da tempo, ne abbiamo già parlato diverse volte, ma quella che prospetta Laughling è una vera e propria “rivoluzione energetica”, in grado, a suo parere, di risolvere anche il problema principale che il biofuel ha dovuto affrontare finora: la concorrenza con le produzioni agricole a scopo alimentare nello sfruttamento dei terreni coltivabili.
Nell'era post-petrolio, infatti, i carburanti vegetali, ricavati da fiori e alghe, saranno prodotti nei deserti e finanche negli oceani. O almeno questa è la convinzione dell'autorevole scienziato americano, che sottolinea come «l'intera superficie attualmente arabile degli Stati Uniti non sarebbe sufficiente, se dovessimo riconvertirla solo ai biocarburanti, per darci l'autosufficienza nell'era post-carbonica». Fantascienza? Non proprio. Esperienze di coltivazione di suoli forestali sono note da tempo, così come esistono  tecnologie in grado di trasformare le alghe in carburante.
Naturalmente, osserva il premio Nobel, occorrerà una volontà politica unanime e molto ferma, anche per superare possibili limiti legati, ad esempio, allo sfruttamento delle acque extraterritoriali. Passeremo dalle guerre per il petrolio a quelle per le alghe o per la soia? È presto per dirlo. L'unica cosa certa, per il momento, è che l'umanità dovrà superare quanto prima la dipendenza dai combustibili fossili, perché l'era del petrolio sta per tramontare.

Silvana Santo

 


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