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Caccia, in Lombardia una class action degli agricoltori contro le “doppiette”

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La Lega per l'abolizione della caccia ha lanciato un'azione legale collettiva: i proprietari di terreni agricoli su cui si pratica la caccia chiedono alla Regione il pagamento di un canone

L'unione fa la forza. È quello che devono aver pensato gli attivisti della Lega per l'abolizione della caccia (Lac), che hanno appena lanciato un'azione legale collettiva per chiedere alle Regioni italiane l'applicazione dell'articolo 15 della legge nazionale sulla caccia, la numero 157 del 1992.
L'articolo in questione prevede che i cacciatori possano attraversare terreni agricoli privati, ma solo dopo che le amministrazioni regionali abbiano pagato una sorta di “canone” ai proprietari o agli agricoltori che hanno in gestione l'appezzamento in questione. Un obbligo che, denuncia la Lac, le Regioni non hanno mai rispettato, tanto che solo in Lombardia l'associazione stima un credito complessivo a carico dei proprietari terrieri di circa 90 milioni di euro per il 2011. Eppure, denunciano ancora gli attivisti anti-caccia, la legge è molto chiara: «Per l’utilizzazione dei fondi inclusi nel piano faunistico-venatorio regionale ai fini della gestione programmata della caccia – recita l’articolo 15 – è dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente».
Per chiedere alle Regioni di applicare la normativa nazionale in modo corretto, la Lac ha dunque deciso di avviare una class action che coinvolga tutti gli agricoltori che da anni vedono i cacciatori passare liberamente attraverso i propri terreni. L'iniziativa collettiva partirà proprio dalla Lombardia, dove l'associazione ha già allertato uno studio legale per seguire la vicenda.
Gli avvocati di fiducia della Lac hanno accettato di patrocinare in un fronte comune tutti i proprietari ed i conduttori dei fondi rurali nei quali si svolge l’attività venatoria, che possono reclamare il canone 2011 non corrisposto, gli anni arretrati e relativi interessi.
Chi volesse prendere parte alla class action può contattare l'associazione, oppure cercare altre informazioni sul sito ufficiale della Lac. Se dovesse andare a buon fine, l'azione legale promossa dagli abolizionisti potrebbe rappresentare l'ennesimo duro colpo all'immagine della caccia, già messa a dura prova da episodi recenti, come il banchetto a base di carne d'orso annunciato dalla Lega Nord e poi annullato tra le proteste, o la recente proposta di liberalizzare le attività di controllo faunistico anche nelle aree protette e al di fuori della stagione venatoria. E voi come la pensate, siete favorevoli o contrari alla caccia?

Silvana Santo

 


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