
Fonti rinnovabili di energia. La sensibilità nei confronti dell’energia verde si sta diffondendo in maniera sempre più vasta a livello mondiale, complici i ripetuti appelli della associazioni ambientaliste, e la constatazione delle condizioni di salute del pianeta che sono sempre più allarmanti: i diversi governi stanno dunque assumendo in modo più concreto l’impegno a “fare qualcosa”. Quali sono su scala mondiale, i Paesi più impegnati nella produzione di energia pulita? Dove è più diffuso il ricorso alle fonti rinnovabili di energia? La graduatoria è stata stilata dalla General Electric, in collaborazione con la Banca Mondiale.
Al primo posto, nella classifica dei Paesi più green al mondo, si trova l’Islanda, un’isola abitata da poco più di trecentomila persone, l’80,6% delle quali riceve energia da fonti rinnovabili. Ciò equivale a ben 12.661 tonnellate di energia pulita.
Segue la Svezia, ma a notevole distanza: nel paese scandinavo, infatti è il 46,2% degli abitanti a ricevere energia da fonti non inquinanti.
Sul gradino più basso del podio la Francia; seguono poi Norvegia, Svizzera, Costa Rica, Nuova Zelanda, Slovacchia, Belgio, Canada.
Tra i primi dieci Paesi presenti in graduatoria, ben sette sono nel vecchio continente.
Grandi assenti della classifica la Cina e gli Stati Uniti, da sempre considerati come i più grandi produttori al mondo di energia verde.
La loro esclusione è motivata dai criteri in base ai quali tale classifica è stata stilata: si è infatti tenuto conto non dei valori assoluti, che portano Cina e Stati Uniti a primeggiare in quanto tra i Paesi più grandi al mondo, ma del rapporto tra energia pulita prodotta e popolazione.
Per avere un quadro completo della situazione e chiarire la classifica è necessario ricordare che come energia pulita viene considerata anche quella nucleare, in quanto prodotta senza emissioni di CO2 (e senza tenere in considerazione altre tipologie di inquinamento, come nel caso del nucleare, da scorie radioattive).








