Il WWF organizza i Viaggi della Biodiversità, mete turistiche ad altissimo valore naturalistico. Una nuova frontiera responsabile e sostenibile del turismo che si prende cura dei luoghi e delle popolazioni che visitiamo.
Gli occidentali, da quando è nato il turismo intorno al XVIII secolo, sono abituati a muoversi per soddisfare determinati e precisi bisogni egoistici: lo svago, il pellegrinaggio, l’istruzione, la conoscenza. Questi secoli di spostamenti hanno arricchito le civiltà, creando un melting-pot di culture, di gusti, di tradizioni, che vedono nella globalizzazione lo stadio più evoluto di questo arricchimento. Ma il rovescio della medaglia di questi spostamenti è tenuto sempre in scarsa considerazione: il territorio che si visita, con le relative popolazioni autoctone, specie nei paesi più poveri, risente della presenza massiccia di orde di turisti che, pur portando ricchezza economica al territorio, si appropriano temporaneamente di aree che nella maggior parte dei casi vengono sfruttate, senza tenere conto dei problemi di cui la natura e il territorio che li accoglie possono risentire. Il consumo di energia, l’utilizzo di materie prime, la produzione di rifiuti, sovraccaricano i territori diventando insostenibili per tutti quei luoghi già poveri e non autosufficienti, e nel lungo termine possono portare al cambiamento strutturale e morfologico della natura.
Citando solo alcuni esempi noti, nel 2006 il Ministro del Turismo Peruviano è stato costretto a chiudere, per la durata di tre mesi, il percorso dell’Inca Trail che conduce alla cittadina di Machu Picchu, al fine di provvedere al risanamento della montagna che soffre dei segni del tempo e del passaggio dei turisti, e ad adottare un tariffario che prevede per i visitatori stranieri un salatissimo ticket d'ingresso di 50 dollari, rispetto ai 20 dollari pagati dai visitatori peruviani.
Oppure, per fare esempi vicini a noi, ci si può chiedere cosa succede quando, in periodi di alta stagione, i turisti occidentali che si recano in zone dell’Africa in cui scarseggia l’acqua utilizzano le risorse idriche dei luoghi che li ospitano, sottraendole a chi ne ha bisogno per il semplice sostentamento; beh, il turismo in casi come questo diventa insostenibile.
Partendo da queste premesse il WWF ha deciso di impegnarsi a favore del turismo sostenibile, proponendo iniziative innovative che rispettino i territori e valorizzino la località ricettiva: il progetto si chiama “I Viaggi della Biodiversità” e consiste in esperienze nel Sud del mondo che aiutino a conoscere la biodiversità e a sostenere i progetti di conservazione della natura. Il WWF proporrà ai viaggiatori alcuni itinerari di elevato valore naturalistico nel Sud del mondo o in altre aree di particolare interesse, in collaborazione con diversi soggetti (Network WWF, ONG, Associazioni), impegnati in progetti di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità, che coinvolgono a vari livelli le comunità locali.
Obiettivo dei “Viaggi della Biodiversità” sarà la produzione di una ricaduta economica diretta dovuta alla presenza dei turisti, a rinforzo del circolo virtuoso di valorizzazione delle risorse sociali e naturali, delle professionalità locali e dei progetti di conservazione e tutela della biodiversità presenti nei luoghi di destinazione.
Secondo il WWF, il turismo dovrebbe mantenere o migliorare la diversità biologica e culturale, utilizzare le risorse in modo sostenibile e ridurre lo spreco e l’eccessivo consumo. In particolare il turismo dovrebbe: fare parte di una ampio piano strategico di sviluppo sostenibile, essere compatibile con l’effettiva conservazione degli ecosistemi, e coinvolgere culture locali e persone, assicurando che vi sia una condivisione equilibrata dei benefici. Il turismo è, a livello mondiale, il settore economico con la più grande e veloce crescita; ha impatti significativi, sia positivi che negativi, dal punto di vista ambientale, culturale e sociale. Se gestito in modo responsabile, il turismo può rappresentare uno stimolo positivo per lo sviluppo sostenibile, la conservazione e la protezione dell’ambiente e può fornire delle opportunità uniche per aumentare la sensibilizzazione e rafforzare il sostegno alla conservazione ambientale. Se, al contrario, non viene pianificato, il turismo può avere ripercussioni negative nei confronti dell’ambiente, della cultura e dell’economia e provocare effetti devastanti irreversibili su ambienti fragili.
Tra i viaggi che il WWF propone per l’inverno vi segnalo: un itinerario di ecoturismo nella “Riserva del Cuyabeno” e all’isola di Plata, in Ecuador; in Guatemala, nella Sierra de Las Minas, e in Tanzania, nelle Udzungwa Mountains.
Il WWF ha ovviamente altri partner con i quali condividere questo progetto nato proprio al fine di rafforzare e sostenere la rete internazionale del turismo responsabile e della cooperazione allo sviluppo. Tra questi partner ci sono Planet Viaggi e la cooperativa Viaggi solidali. PLanet Viaggi propone il Guatemale e la Tanzania, mentre Viaggi Solidali propone percorsi turistici inEcuador, Zambia e Brasile.
Sono vacanze che si basano su itinerari sperimentati, con l’accompagnamento di mediatori culturali, rivolte a quelle persone che hanno voglia di ammirare paesaggi e monumenti ma anche di scoprire il mondo nei suoi aspetti più autentici, fuori dagli schemi stereotipati per turisti. Un turismo di conoscenza dove l’incontro con i residenti e lo scambio interculturale sono al centro dell’esperienza, ma soprattutto un turismo dove il rispetto per la popolazione e la terra ospitante non passa mai in secondo piano.
Viaggiare in modo responsabile può finalmente raggiungere due obiettivi: quello a cui siamo abituati dell’arricchimento personale, senza però tralasciare l’arricchimento del luogo ospitante, e questa doppia funzione la si può ottenere solo mettendo un po' da parte la nostra concezione egoistica del turismo occidentale.








