
Dopo vari annunci e smentite, sembra proprio che lo spettro di un condono sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili sia realtà e potrebbe essere inserito nel nuovo decreto sviluppo.
Il condono tombale dovrebbe essere non soltanto amministrativo ma anche penale: in sostanza si salverebbero da sanzioni penali ed amministrative tutti coloro che hanno costruito impianti di produzione d'energia da fonti rinnovabili senza autorizzazione, o la cui autorizzazione stia per essere annullata per reati ambientali, paesaggistici ed edilizi.
Sostanzialmente, i "beneficiari" di questo condono sulle rinnovabili soprattutto i costruttori di impianti fotovoltaici a terra di piccola e media taglia, in quanto si riescono a realizzare in tempi rapidi, evitando spesso controlli e burocrazie, e possono essere trasferiti facilmente in caso di infrazioni.
Andando a guardare le cifre, secondo i numeri dell'Autorità per l'energia, ad oggi, esisterebbero oltre ventimila preventivi pari a 150 mila megawatt (soprattutto nelle Regioni del Sud) che non hanno ancora ricevuto un'autorizzazione. Il condono permetterebbe di “sanare” tutti gli impianti, dietro pagamento di una quota di 10 euro per ogni kilowatt di potenza dell'impianto.
Un condono tombale, dunque, per gli impianti da fonti rinnovabili realizzati senza autorizzazione che, in pratica, avrebbe l’effetto di una sanatoria dal punto di vista dell’energia prodotta ma, soprattutto, farebbe cessare le persecuzioni per i reati edilizi, paesaggistici e ambientali che purtroppo vedono spesso protagonisti molti costruttori di tali impianti, a dispetto di chi invece sceglie di operare nel rispetto delle normative pur affrontando oneri ed impegni maggiori.
Aspetti controversi, insomma, ce ne sono parecchi in questa nuova ipotesi di condono e le associazioni di categoria sono sul piede di guerra, ricordando che simili ipotesi rischiano di penalizzare in modo forte costruttori onesti e rispettosi delle regole.
Vi terremo aggiornati.
Diana Comari








