batteria

E’ un mondo in cui molte cose funzionano a batteria: dagli smartphone ai laptop fino ad arrivare alla semplice pila elettrica. Quando avviene un’interruzione sulla linea elettrica, magari causa temporale, le batterie fanno funzionare apparecchiature ospedaliere e treni. C’è un problema però: le batterie possono danneggiare seriamente l’ambiente e la salute umana se non vengono smaltite nel modo giusto.

Il funzionamento di una batteria è abbastanza semplice: le due estremità, chiamate anodo e catodo, generano un circuito elettrico con l’aiuto di sostanze chimiche chiamate elettroliti, il cui compito è di inviare energia elettrica a vari dispositivi.

Sull’ambiente, le batterie possono avere un impatto negativo. Dopo essere state gettate nella spazzatura domestica, vanno a finire nelle discariche. Il processo di corrosione libera le sostanze chimiche contenute all’interno, le quali penetrano nel terreno e, di conseguenza, nelle riserve idriche. Inoltre, il litio reagisce in modo volatile quando esposto, causando a volte degli incendi nelle discariche. Il fumo che ne scaturisce rilascia nell’aria sostanze chimiche tossiche, deleterie per la salute umana.

Ecco perché è molto importante il riciclo delle batterie. Purtroppo, non tutti ancora sanno quanto questo sia importante. Eppure, ogni Paese mette a disposizioni dei servizi di riciclaggio veramente efficienti. Prendiamo ad esempio le batterie al piombo acido, ossia quelle utilizzate nelle automobili: possono essere riciclate attraverso iniziative locali o statali sui rifiuti pericolosi. La maggior parte dei negozi di forniture automobilistiche accetta batterie per auto vecchie che poi invierà alle autorità competenti per il riciclaggio.

Poi ci sono le batterie alcaline, che una volta contenevano mercurio, ufficialmente bandito dal 1996. Adesso, gettarle nella spazzatura viene considerato sicuro. Tuttavia, sarebbe buona creanza cercare di riciclarle, anche se non vengono più considerate come rifiuti pericolosi.