Possibile rischio ambientale per la Costa Concordia. In programmazione lo svuotamento dei serbatoi prima di un eventuale inabissamento.
Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, ha annunciato che serviranno almeno due settimane per lo svuotamento completo dei serbatoi della Costa Concordia, e per il recupero degli olii contenuti negli impianti della nave, sempre che le condizioni meteoclimatiche non vadano peggiorando e che si riesca ad arginare il problema di un eventuale inabissamento.
L'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione della ricerca ambientale ha ipotizzato 3 scenari possibili. Il primo caso, quello migliore, prevede che la nave vada a fondo rompendosi e creando numerose fratture nelle cisterne con rilascio massimo di olio e con inquinamento immediato che andrebbe ad interessare tutta l'area dell'Arcipelago toscano. In questo caso si prevede una bonifica di qualche settimana.
Il secondo riguarda il caso di rottura di solo una parte delle cisterne e un rilascio silente ma continuo del combustibile contenuto nelle cisterne intatte.
Terzo scenario, quello più grave, che il Concordia affondi senza toccare le cisterne. Ciò provocherebbe un rilascio lento di tutto il combustibile.
Al momento il pericolo di inabissamento di Costa Concordia potrebbe essere scongiurato da una sorta di imbragatura dello scafo fissata agli scogli. E' questa un'ipotesi allo studio dei tecnici per evitare che a causa dell'aumento del vento e della forza del mare la nave possa scivolare nell'orrido.






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