
Si allungano i tempi per il recupero del relitto dalle coste dell'Isola del Giglio. Intanto, il peggioramento del meteo ha fatto slittare ancora le operazioni di estrazione del carburante
Potrebbero essere necessari dai 10 ai 12 mesi per spostare il relitto della Concordia dal fondale roccioso dell'Isola del Giglio. Lo ha dichiarato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, Commissario all'emergenza post-naufragio, al termine di un incontro fra tecnici sulle attuali condizioni della nave.
Si allungano dunque i tempi per le operazioni di estrazione del carburante e rimozione del relitto, e cresce la preoccupazione per un possibile inquinamento nelle acque del Giglio.
Non si tratta, come ha precisato lo stesso Gabrielli, soltanto di questioni di carattere tecnico, ma anche di tempi legati agli aspetti burocratici e formali della vicenda. «La Costa sta predisponendo il capitolato su quel che vuol fare di questa nave – ha spiegato il successore di Guido Bertolaso - Il capitolato verrà rivolto alle poche società al mondo specializzate in questo settore, che presenteranno i loro progetti e Costa ne sceglierà uno».
Solo per questi passaggi, calcola Gabrielli, saranno necessari almeno due mesi, dopodiché si potrà procedere al vero e proprio recupero del relitto, che richiederà altri 7-10 mesi, sia che si decida di operare una demolizione in loco, sia che si preferisca rimettere in asse la nave e trainarla via. Cresce a questo punto la preoccupazione di un possibile inquinamento del mare e della costa dell'isola del Giglio, dal momento che all'interno della Concordia ci sono ancora quasi 2.400 tonnellate di carburante e oli vari, oltre ad altre sostanze pericolose come cloro, vernici, detergenti, scorte di alimenti deperibili, etc.
Purtroppo le notizie sono negative anche sul fronte operativo: le operazioni di estrazione del carburante sono state ancora una volta rinviate a causa del peggioramento delle condizioni del mare. Nelle ultime ore, infatti, il relitto ha mostrato una certa instabilità, spostandosi di diversi centimetri sotto l'azione delle onde e del forte vento. Questo ha spinto i responsabili del comitato tecnico-scientifico che dirige le operazioni a richiamare i soccorritori, sospendendo le ricerche dei naufraghi, e rimandare l'avvio dello svuotamento delle cisterne, previsto per la giornata di sabato.
Non si sa ancora quando sarà possibile riprendere le operazioni, ma l'intervento delle società Smit Salvage e Royal Boskalis Westminster, incaricate della messa in sicurezza del relitto, somiglia sempre di più a una corsa contro il tempo. Al momento, per fortuna, le analisi effettuate non rilevano tracce di idrocarburi nelle acque dell'isola del Giglio.
Silvana Santo








