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DL Sviluppo: fotovoltaico più facile al nord?

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pannello fotovoltaico sul tetto

DL Sviluppo: sulla perequazione degli incentivi al fotovoltaico è bufera. Le rinnovabili al nord o al sud?

Il DL Sviluppo torna al centro dell'attenzione: tralasciando le questioni parlamentari, l'argomento che più ci sta a cuore, e che dovrebbe scatenare l'ira degli italiani, è quello relativo agli (pseudo) incentivi al fotovoltaico e alle fonti rinnovabili. Ad inizio anno il brusco taglio alle rinnovabili, voluto dal Ministro Romano e poi tramutato nel Quarto Conto Energia, aveva provocato il blocco di un intero settore produttivo, di vitale importanza nell'economia del sud italia. Lo stesso Quarto Conto Energia aveva lasciato in sospeso il discorso degli incentivi all'energia eolica, limitandosi a regolare grossolanamente quelli relativi al fotovoltaico. Eppure, da marzo ad oggi, siamo passati per un referendum popolare che ha definitivamente spazzato via ogni dubbio sull'opinione degli italiani in materia di energia: basta nucleare, basta fonti nocive e rischiose, si a quelle rinnovabili.
Eppure siamo di nuovo al punto di partenza. Arriva il DL Sviluppo e si riapre la polemica. In particolare, al centro della discussione politica ma non solo, c'è l'articolo 47, reo di voler introdurre nel nostro paese il concetto di perequazione degli incentivi per il Fotovoltaico. Vale a dire una misura volta a tenere conto delle caratteristiche del territorio e della relativa capacità di generare energia elettrica a parità di mezzi e strumentazioni, con la conseguenza di dirottare gli incentivi al Nord Italia, dove la produzione di energia solare è più difficile.
L'idea, contenuta nella bozza del Decreto Legge Sviluppo, è di applicare un correttivo perequativo alle tariffe incentivanti sulla produzione di energia elettrica prodotta da impianti solari fotovoltaici. Tale perequativo sarebbe stabilito con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente, e collegato ai gradi-giorni delle zone climatiche elencate "in modo - secondo il Governo - di uniformare il valore dell'incentivo su tutto il territorio nazionale".
Stando ai fatti e tralasciando le belle parole si andrebbero a premiare le regioni del Nord dove gli impianti godono di peggiori condizioni climatiche e per il sud è previsto un taglio variabile tra il 30 e il 40%.
Se da un lato Confindustria si dice "assolutamente favorevole" alla perequazione degli incentivi alle Rinnovabili, come dichiarato da Agostino Conte, vicepresidente del comitato energia, dall'altro l'opposizione insorge e anche nella maggioranza rimangono molte perplessità come quelle dello stesso Sottosegretario all'energia del MiSE Stefano Saglia secondo il quale questa tecnica di incremento delle tariffe incentivanti "non avrebbe senso".
Ad infiammarsi in particolar modo sono gli esponenti parlamentari di "Grande Sud", il movimento politico di Gianfranco Miccichè. Secondo Marco Pugliese si tratterebbe di "una furbata della Lega che noi rispediamo al mittente. Questa redistribuzione ‘perequativa’ è solo un mantenimento degli attuali incentivi al Nord, che verrebbero ridotti progressivamente, con il variare dell’indice di producibilità media, nelle zone più soleggiate, a discapito delle Regioni del Sud che, grazie alla caratteristica del territorio, hanno una capacità di generare elettricità più consistente del Nord, fino ad 35-40% in più".
E voi cosa ne pensate? E' giusto favorire le regioni del nord, che per loro naura in questo campo sono svantaggiate, o si dovrebbe incoraggiare lo sviluppo del Sud, per lo meno laddove può raggiungere buoni risultati?

Roberto D'Amico


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