energia solare

Il futuro è l’energia rinnovabile, abbondante e onnipresente. Grazie ai progressi tecnologici, i prezzi sono in discesa, mentre combustibili fossili ed energia nucleare stanno perdendo sempre più competitività.

Le previsioni per il futuro parlano di un’Europa che nel 2049 sarà a metà strada della sua transizione energetica. L’energia rinnovabile non si limiterà a contrastare il potere del petrolio e del gas, ma comanderà totalmente il gioco.

Le energie rinnovabili riusciranno a curare i mali provocati dai combustibili fossili, diversificando il mix energetico, rafforzando la sicura dell’approvvigionamento, abbassando i prezzi energetici, riducendo le emissioni di CO2 e l’inquinamento atmosferico, decentralizzando e democratizzando la produzione di energia. Non sarà più merce di scambio, in quanto ogni paese sarà in grado di produrla in abbondanza.

Al contrario, sarà la distribuzione il vero nodo da sciogliere. Poiché le energie rinnovabili vengono trasformate direttamente in energia elettrica, le perdite a lunga distanza e le rigide condizioni manageriali metteranno a dura prova la fornitura di servizi affidabili. Microgrids locali, reti nazionali e supergrids continentali sostituiranno il vecchio sistema di trasporto di combustibili fossili a livello mondiale; verranno coinvolti flussi bidirezionali, società elettriche e servizi pubblici.

La variabilità delle energie rinnovabili richiederà però maggiore stoccaggio, mercati flessibili e operazioni a breve termine. Vari paesi si adopereranno a creare infrastrutture come interconnettori, hub e di stoccaggio per garantire la disponibilità di energia a basso costo al momento giusto.

Questa transizione è per l’Europa un’ottima notizia. La dipendenza energetica verso paesi della regione del Golfo e la Russia cesserà. Naturalmente, la garanzia di successo non è al 100%. Purtroppo, l’energia è ancora troppo legata alla sovranità nazionale e quindi i vari Stati si stanno spostando verso le fonti rinnovabili con modalità e velocità diverse. Ciò potrebbe rallentare la creazione di una rete energetica sinergica nel Vecchio Continente.

Resta da vedere fino a che punto l’Europa può posizionarsi come esportatore di tecnologie e servizi rinnovabili, cogliendo le opportunità industriali di fronte alla concorrenza asiatica e statunitense. Se non riesce a farlo, diventerà semplicemente un importatore.